Street Art e riqualificazione urbana sono stati i due temi fondamentali alla base di Refresh the City, il progetto nato dalla collaborazione fra Sprite e Artkademy, che ha visto 3 Street Artist differenti lavorare su ben 5 graffiti in 4 diverse città d’Italia.

L’ultimo muro, completato ad ottobre a Milano dalla mano di Mate non ha però chiuso il progetto che, per trovare una sua continuità, ha puntato ancora una volta sulla street art ma riproponendola in una chiave molto differente, decontestualizzata e traghettata nel mondo dei Social Network.

Niente murales, niente città ma solo uno street artist e un lungo live su Facebook.

Protagonista, ancora una volta, è stato Alessandro Etsom: dopo aver collaborato con un giovane creativo per realizzare il murale di Roma “Refresh the Serpentone”, ha dato vita grazie a Sprite ad una performance live/virtuale, ascoltando le milioni di dediche ricevute dai fan per farne un vero e proprio artwork.

Il 6 Dicembre scorso, infatti, Sprite aveva invitato tutti i suoi follower a lasciare delle dediche sotto il video teaser dell’iniziativa che la settimana successiva ha preso vita in diretta assieme allo street artist.

Per due intere ore, poi, Etsom ha lavorato in diretta Facebook al suo artwork accompagnato dai 12mila commenti e 170mila views rivelando, solo alla fine, la presenza di uno stancil trasparente che una volta rimosso ha svelato la scritta “Refresh”.

Una volta finita la sua performance gli abbiamo fatto qualche domanda su cosa pensa del nuovo binomio arte urbana-Social Network, su quali siano le opportunità e quali invece i limiti e quanto sia importante per lui condividere i suoi lavori con un pubblico così vasto come quello digitale.

Ecco come ci ha risposto:

Come’è stato per te esplorare il rapporto tra arte urbana e digitale?

Stimolante al massimo, lo è tutti i giorni. Gran parte del mio lavoro passa attraverso internet, viviamo in un momento in cui tutto viene documentato, vengono prodotti milioni di contenuti ogni giorno, vale la pena impegnarsi per cogliere le opportunità che questa dinamica ci offre. La forza dell’arte urbana è la capacità di comunicare con le persone, la possibilità di lanciare messaggi, scatenare reazioni, riflessioni. Attraverso il digitale tutto questo non può che esponenzialmente aumentare. Pensiamo anche solo alla visibilità.

Com’è nata l'idea di un wall che raccontasse il coinvolgimento della community Sprite?

E’ stato un naturale proseguimento del progetto “Refresh the City” che ha preso vita questa estate. Ancora una volta e in modo ancora più diretto e immediato, il pubblico ha avuto la possibilità di prendere parte ad una performance artistica, di sentire l’appartenenza nei confronti di un’opera che sarebbe stata condivisa con un grande pubblico. Condividere parte del processo creativo con il pubblico genera interesse e fa sì che il singolo partecipante si riconosca nel risultato finale. Questo è stato il meccanismo che ha guidato la realizzazione delle grandi opere dipinte in giro per l’Italia, avendo dato la possibilità ad un vasto pubblico di partecipare in prima persona alla scelta dei soggetti.

Quali sono secondo te i limiti e le opportunità rappresentate dai Social Network per uno che fa il tuo lavoro?

La possibilità di esporsi anche al di fuori delle proprie cerchie e delle proprie aree di interesse ha dato a tutti le stesse medesime opportunità in termini di visibilità, di contatto con altri utenti, con potenziali clienti e realtà interessate al nostro lavoro. Non basta sicuramente produrre dei lavori validi affinché sussista una certa meritocrazia. Si tratta di una grande vetrina, in quanto tale va curata alla perfezione dal momento che per una buona parte di pubblico quello può essere il tuo biglietto da visita. Può essere un grande surplus per chi sa ed ha saputo adeguarsi alle novità così come può ridistribuire l’attenzione del pubblico su chi è in grado di conquistarla, non necessariamente su chi lavora meglio. In tutto questo, sottolineo, ci vedo solo delle grandi potenzialità.

Qual è per te il ruolo sociale dell’arte e l'importanza della condivisione tramite il digitale dei messaggi e della cultura della street art?

La condivisione attraverso il digitale della street art offre la possibilità di far conoscere ad un vasto pubblico tematiche, pensieri e forme di espressione che sono determinate da un certo luogo, portando a conoscenza qualcosa del luogo stesso, inteso come ambiante sociale. Credo che la forza dell’arte che si manifesta per strada sia la capacità di dialogare con la gente, quindi ovviamente senza poter generalizzare, penso che avendo accesso attraverso internet alle opere di altri artisti potrei conoscere parte del loro mondo, sfruttarne le influenze per avere ancora più mezzi di espressione, formulare un linguaggio ancora più universale.

Il live della performance di Etsom è disponibile sulla Pagina Facebook Sprite

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 Giulia Pacciardi E’ nata a Roma nel 1992, dove ha vissuto fino al giorno della sua laurea all'Istituto Europeo di Design. Curiosa di tutto, legge, guarda, immagina e poi scrive. Dal 2017 è Editor del magazine italiano Collater.al. Nato nel 2010 come blog d’ispirazione, Collater.al è uno dei web magazine più attivi del panorama italiano, focalizzato sulla cultura creativa contemporanea: illustrazione, design, musica, trend e culture di strada.