Parte #1

Oggi ISPO Ricerche ci racconta come il web e i social media hanno rivoluzionato il modo di comunicare e di informarsi.
Che rapporto hanno i giovani con la tecnologia, il web e i social media? La risposta a questa domanda può sembrare ovvia. Si tratta, evidentemente, di una relazione molto intensa. Il web e l’utilizzo dei social media, in particolare, hanno mutato radicalmente la vita e gli atteggiamenti della generazione dei “Millennial” rispetto ai loro fratelli maggiori. Per comprendere i molteplici aspetti di questo profondo mutamento, si rivelano utili i risultati della ricerca #TIPRESENTOIGIOVANI, che ISPO Ricerche ha effettuato su di un ampio campione dei giovani universitari italiani, interrogati, tra i tanti temi, proprio sull’uso della tecnologia, del web e dei social media.


“Always connected” e “chataholic”

Grazie allo smartphone, posseduto, come era facile immaginare, dalla quasi totalità degli universitari, la “generazione Y” è sempre connessa e costantemente in contatto con i propri amici, reali o virtuali. La comunicazione, tuttavia, non avviene più attraverso la classica telefonata, oggi surclassata dall’uso massiccio dei social media, sia per dare notizie di sé, sia, ancora più spesso, per chattare.
Si tratta di una tendenza generalmente diffusa anche nel resto della popolazione italiana, che, negli ultimi anni, ha sviluppato una spiccata propensione social – gli internauti italiani primeggiano a livello europeo sia per il tempo trascorso su internet (quasi 5 ore in media al giorno, di cui 2 tramite device mobili), sia per l’uso dei social media (con una penetrazione pari al 42%). È possibile associare questo fenomeno alla ben nota predisposizione alla socializzazione insita nella cultura italiana, oltre che alle caratteristiche della moderna società globalizzata, nella quale internet e la tecnologia hanno moltiplicato le occasioni di contatto e di comunicazione, trasformandone però profondamente le modalità.
Dai risultati dell’indagine emerge infatti come l’attività più frequentemente effettuata con il proprio smartphone non è, appunto, telefonare (pratica che comunque resta molto diffusa), quanto chattare con gli amici. Lo fa il 57% degli studenti universitari. Anche scrivere gli SMS resta un’abitudine diffusa (un universitario su tre usa ancora gli SMS), benché ritenuta da molti un po’ “antiquata”.
Una percentuale simile (35%) consulta regolarmente i social network, come Facebook, per tenersi aggiornato su ciò che accade ad amici e conoscenti e per comunicare con loro. Inoltre, Facebook – ma ancor più WhatsApp – è molto utilizzato per condividere foto e video. La proliferazione di fotografie e video se, da un lato, è strettamente connessa all’egemonia dell’immagine nella società contemporanea, dall’altro, risponde alla necessità di incentivare la condivisione dei contenuti e il rilascio dei consensi (i “like” su Facebook) all’interno della propria rete di contatti.
Ispo - giovani e tecnologia - grafico 1
Grafico 1 – Valori percentuali

L’informazione corre sul web

I social media – e Facebook soprattutto (assai meno Twitter) – sono utilizzati in modo particolare come mezzo di informazione: il 77% dichiara di ricorrervi “per informarsi su quello che avviene nel mondo”.
I giovani e la tecnologia - i social media Grafico 2
Grafico 2 – Valori percentuali


Questo dato suggerisce come le tecnologie digitali non sono utilizzate solo per comunicare, ma anche per informarsi. La gran parte degli universitari del nostro Paese (72%) dichiara infatti di leggere il quotidiano sul web in aggiunta o, più spesso, in sostituzione del prodotto cartaceo. Solo l’11% degli studenti afferma di consultare anche quest’ultimo. Un dato impressionante e significativo, che spiega da solo le tormentate vicissitudini che i giornali tradizionali stanno vivendo in questi anni.
Quando invece si tratta di studio, il supporto cartaceo è ancora il preferito dagli universitari, anche se più della metà degli studenti dichiara di consultare i libri di testo anche in formato e-book.
I giovani e la tecnologia - rimanere informati Grafico 3
Grafico 3 – Valori percentuali


Sara Simonetto - Responsabile Relazioni Esterne ISPO Ricerche