Paul Iyobo non ha ancora 16 anni, ma è già considerato tra le migliori promesse del calcio a cinque B1 non vedenti a livello internazionale. D’altra parte, agli ultimi Europei di Berlino è stato capace di firmare tutte le cinque reti messe a segno dalla Nazionale italiana: quattro contro la Romania, una contro il Belgio. A fargli guadagnare la prestigiosa quanto precoce convocazione per la rassegna continentale, la grande stagione disputata l’anno scorso tra le fila del Marche 2000, culminata con la vittoria dello scudetto nella finale di Bari contro il Lecce campione in carica. Una sfida tirata, sofferta, nervosa. Ma alla fine decisa proprio da lui. Autore dell’unico gol della contesa.

Perché sì, negli anni Paul ha saputo sopperire alla mancanza della vista sviluppando un altro tipo di senso, spesso reso infallibile dal suo mancino al fulmicotone: quello del gol.

Nato a Milano da genitori nigeriani, il giovanissimo bomber azzurro ha perso la vista all’età di tre anni a causa di un glaucoma. Oggi indossa la maglia del Crema, società che detiene il suo cartellino dal 2016. Per lui il calcio è anche libertà: ”Fare sport significa essere autonomi in quello che fai”, ci racconta. “Di solito quando vai in giro devi farti accompagnare oppure appoggiarti su cane o su bastone. In campo invece non usi niente, giusto i riferimenti del terreno di gioco”.

Tra i sogni nel cassetto, un posto speciale è occupato dalle Paralimpiadi di Tokio 2020. Da Atene 2004, infatti, il futsal è l’unica disciplina calcistica per non vedenti a rientrare nel programma dei Giochi a cinque cerchi. “Però arrivarci sarà molto difficile”, ci confida Paul a microfoni spenti. “Ci sarà da lavorare molto: ad oggi siamo molto più indietro rispetto ad altre nazioni. Anche perché, al di là di gol, trofei e altre soddisfazioni personali, a fine carriera mi piacerebbe dire proprio questo: che il calcio a cinque non vedenti è diventato uno sport di alto livello anche in Italia”. Fortunatamente, il futuro è tutto dalla sua parte. Questo ragazzo, nei prossimi anni, saprà farci divertire. Noi lo abbiamo incontrato ed ecco cosa ci ha raccontato:



 

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 Alessandro Vinci studia presso il Master in Giornalismo Iulm. Laureato in Comunicazione, prima di trasferirsi a Milano ha collaborato con diverse testate telematiche e radiotelevisive padovane. Ha anche all’attivo la pubblicazione di un libro: “Amarcord Biancoscudato”. Ama l’Italia, lo sport e i sentimenti più puri. Dovendo definire il giornalismo con una sola parola, opterebbe per “responsabilità”.