Lo sport significa competizione, ma anche rispetto dell’avversario e delle regole. Proporre l’idea di sport come sana contesa è l’obiettivo di “Io tifo positivo”, il progetto nato in seno all’associazione Comunità Nuova, fondata e presieduta da Don Gino Rigoldi.

Lo sport come strumento di educazione e aggregazione è un valore in cui Coca-Cola si identifica e si riconosce, per questo è felice che il ricavato della pista di pattinaggio del Darsena Christmas Village di Milano sarà interamente devoluto a “Io tifo positivo”.

Ho fatto il presidente di una squadra di calcio del quartiere Giambellino per una decina di anni. Ho pagato un capitale di multe non per i ragazzi, ma per i genitori!” ricorda Don Rigoldi, dipingendo una realtà che purtroppo tutti conosciamo. Il tifo scorretto, fino a diventare violento, non riguarda solo le curve delle squadre di Serie A, ma anche i campetti dei primi calci.

“Io Tifo Positivo” si rivolge quindi direttamente ai ragazzi, proponendo attività sportive nelle scuole, ma anche agli adulti, formando gli operatori delle società sportive.

Il fine di tutto è educare alla relazione.

Un fine che guida l’attività di Don Gino fin dagli inizi: “Quarantadue anni fa venni nominato cappellano del carcere minorile di Milano, il Beccaria. Erano i tempi in cui vi arrivavano fino a 1600 ragazzi tutti italiani figli di immigrati dal sud. Una sera un ragazzo mi disse che sarebbe uscito, ma che non aveva un posto dove andare. Mi parve naturale ospitarlo a casa mia, dove avevo due camere da letto. Dopo un mese avevo già una trentina di ragazzi: così è nata la prima comunità d’alloggio!

Don Gino è un acuto osservatore. E proprio da questo occhio attento sulla realtà sono nati tutti i suoi progetti, come la prima comunità terapeutica per tossicodipendenti in Lombardia, con il consiglio e la guida di Don Luigi Ciotti, che a Torino già si occupava di questo problema.

Passano gli anni e Don Rigoldi nota che quasi tutti i ragazzi del carcere minorile provengono dai quartieri periferici, quindi si chiede “Ma che cosa c’è in queste periferie? Nulla. Ecco il problema! E abbiamo dato vita al primo centro giovanile nel quartiere Baggio di Milano”.

L’ultima sfida di Don Rigoldi riguarda ancora la scuola con un progetto sull'educazione alla relazione rivolto agli insegnanti e agli alunni, “perché la relazione è lo strumento principale del comunicatore. Se la gente impara a darsi valore, la struttura e le persone all’interno stanno meglio”. E qui si torna al progetto “Io tifo positivo”: “Insegniamo ai ragazzi ad amare la propria squadra senza odiare le altre, a competere senza fare la guerra, in poche parole a sviluppare la capacità di stare con gli altri, che significa educare alla relazione”.