Prevenire il disagio giovanile attraverso lo sport, sensibilizzando al contempo centinaia di studenti milanesi sul tema: questo lo scopo che dal 2001 costituisce lo spirito del trofeo “L’amico Charly”, giunto alla sua diciassettesima edizione.

Per l’occasione, lo scorso 18 maggio sono stati oltre trecento i ragazzi riunitisi negli impianti de “L’amico Charly Onlus”, in rappresentanza di tredici istituti superiori cittadini. Le competizioni, che hanno preso il via di prima mattina e si sono protratte fino alle 18, hanno visto i partecipanti sfidarsi in tre diversi sport: calcio a cinque, pallavolo femminile e basket tre contro tre maschile. A fare da sottofondo alla manifestazione numerose esibizioni musicali curate dai partecipanti e dallo staff organizzatore.

Le attività ludico-sportive e quelle espressive, d’altra parte, rappresentano il cuore del lavoro quotidianamente svolto dalla Onlus a sostegno dei propri ragazzi: grazie alla presenza di una sala da ballo e di uno studio di registrazione, all’interno della struttura non mancano le attività ricreative. L’associazione, infatti, si occupa di prevenzione al disagio giovanile attraverso progetti di intervento educativi, formativi, di assistenza e di sostegno a favore degli adolescenti.


A raccontarci il lavoro dell’associazione è la Direttrice Alessandra Monaco: “A mettere in partica questo progetto è stata la famiglia di Charly, un ragazzo di 16 anni che amava lo sport”. Il torneo ha trovato fissa dimora nella sede della Onlus di Via Guerzoni appena ristrutturata. “Vogliamo che questo spazio diventi un punto di riferimento per gli adolescenti della città e per le famiglie – aggiunge la direttrice – I servizi sono rivolti anche ai genitori. Sono infatti numerose le conferenze dedicate a tematiche vicine ai giovani”. Nel corso degli anni, comunque, le attività sono cambiate in base agli interessi dei ragazzi e ai finanziamenti pubblici e privati percepiti.

Si tratta di uno spazio frequentato da numerose comunità come quella araba o cinese. I ragazzi sono accompagnati da diverse figure professionali: accanto agli esperti del settore come gli allenatori di calcio o i maestri di danza, ci sono educatori e psicologi che monitorano le eventuali situazioni di disagio. 


Qui lo svago diventa lingua universale. “Ci sono anche ragazzi che non sanno parlare italiano e lo sport è la prima attività che li mette in comunicazione con gli altri senza dover usare la lingua, imparando così rispetto e regole”.

Per “L’amico Charly Onlus”, tuttavia, lo sport non si ferma. Anzi, raddoppia. Grazie al supporto di Coca-Cola Italia, infatti, l’associazione potrà schierare ben due formazioni alla prossima Playground Milano Week, competizione di basket a tre che, a partire dal prossimo 9 giugno, toccherà tutti i nove municipi milanesi, facendo tappa anche al playground coperto di Parco Robinson, l’ex padiglione Coca-Cola a Expo 2015, poi donato alla comunità come campo da basket coperto.

Noi prepariamo i ragazzi per andare ad affrontare la vita vera – conclude Alessandra Monaco - Stare qua dentro vuol dire vivere in un mondo protetto e il nostro obiettivo è che non si fermino qui ma che vadano fuori con gli strumenti adeguati per affrontare il quotidiano”. Se qualcuno fa ritorno perché è in difficoltà, viene accolto dall’associazione, indipendentemente dall’età e indirizzato verso servizi diversi.

“Consideriamo alcuni di loro «i nostri gioiellini» perché nel corso degli anni da utenti sono diventati volontari. Alla fine quello che facciamo è prepararli per andare al di là di questo cancello e affrontare quello che li aspetta fuori”.

 

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 Beatrice Barbato è laureata in Lettere Classiche e in Filologia, Letterature e Civiltà del Mondo Antico, adesso è iscritta al primo anno del Master in Giornalismo in Iulm. Nata a Napoli, ma cresciuta a Caserta, ama libri, parole e storie. Il giornalismo è sempre stata la sua passione più grande. 

 

 

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 Enrica Iacono, laureata in Linguaggi dei Media, frequenta adesso il Master in Giornalismo Iulm. Fin dall’età di 11 anni si immagina all’interno di una redazione giornalistica. Dalla Sicilia è sbarcata a Milano sperando che questa ambizione possa diventare presto una realtà lavorativa.


 

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 Alessandro Vinci studia presso il Master in Giornalismo Iulm. Laureato in Comunicazione, prima di trasferirsi a Milano ha collaborato con diverse testate telematiche e radiotelevisive padovane. Ha anche all’attivo la pubblicazione di un libro: “Amarcord Biancoscudato”. Ama l’Italia, lo sport e i sentimenti più puri. Dovendo definire il giornalismo con una sola parola, opterebbe per “responsabilità”.