Essere allo stesso tempo allievi e insegnanti? Si può, e la lezione da condividere è tra le più importanti: l’integrazione.

Così il Rotary Club Bitonto Terre dell’Olio, in collaborazione con Stati Generali delle Donne Aps, ha coinvolto 80 bambini italiani e stranieri della città di Bari per un percorso di apprendimento fondato sul gioco.

Sono proprio i bambini gli indiscussi protagonisti: nel progetto “Bambini maestri di Bambini” gli adulti (motivatori, clown, psicologi, insegnanti di danza, esperti nell’apprendimento delle lingue) sono coinvolti soltanto nelle vesti di tutor, mentre i più piccoli imparano a conoscersi attraverso il gioco.

Il progetto è stato realizzato nell’ambito dell’iniziativa C10 – Insieme a Coca-Cola per 10 città italiane: Coca-Cola, con il supporto dei partner tecnici DeRev e Fondazione EYU, ha cofinanziato dieci progetti di inclusione sociale in altrettante città italiane, tra cui Bari.

Il percorso è stato presentato alla città attraverso una festa aperta lo scorso 21 dicembre. “Bambini maestri di bambini” ha finora coinvolto circa 80 bambini di varie nazionalità iscritti a 3 diversi istituti comprensivi di Bari: attraverso il gioco, i bambini diventano protagonisti e imparano a conoscersi, superando le barriere linguistiche e riconoscendo la ricchezza nella diversità.

Non esiste una sola lingua, non esiste un solo linguaggio: ogni laboratorio affronterà un diverso tema attraverso attività e metodologie di comunicazione di vario tipo. I bambini potranno condividere giochi di diversi Paesi, imparare a conoscersi ed esprimersi attraverso danze, giochi di minima, linguaggio del corpo. Ogni laboratorio è dedicato a un tema diverso: si spazia dalle emozioni al cibo, dallo sport alle tradizioni, dalle abitudini al rapporto con la natura. I piccoli allievi diventano così anche insegnanti e imparano a conoscere e rispettare le culture di tutti i partecipanti.

Per ogni incontro è prevista la supervisione di due esperte di tecniche teatrali a scopo sociale, che documenteranno ogni laboratorio per realizzare poi un cortometraggio del progetto. 

Il nostro obiettivo principale - racconta la responsabile Carmela Mastrovito - è quello di favorire l’inclusione sociale avvicinando le diverse culture presenti sul territorio. Lasciando libero spazio di espressione, creiamo un ambiente nel quale i bambini di diverse etnie hanno la possibilità di avvicinarsi al di fuori del contesto scolastico e di riconoscere tra loro una uguaglianza di fondo”.

Il progetto, inizialmente accolto con diffidenza, continua ora a raccogliere adesioni: “Non è stato facile coinvolgere i genitori inizialmente, soprattutto perché i bambini sono già molto impegnati quotidianamente oggigiorno. Con il coinvolgimento degli Istituti scolastici, però, siamo arrivati a 80 adesioni e abbiamo creato gruppi di 20/30 bambini per favorire lo svolgimento ottimale dei laboratori. Le reazioni sono state entusiaste e la festa realizzata con tutti i bambini e i tutor in piazza lo scorso 21 dicembre è stato un veicolo per nuove iscrizioni”.

Aggiunge Carmela Mastrovito: “Vogliamo sostenere il progetto a lungo termine, per costruire una società più inclusiva e più libera da quelle barriere e quegli stereotipi che rischiano di radicarsi sin dall’infanzia”. Attraverso il gioco il progetto mira a costruire una migliore società e migliori relazioni umane, per una migliore qualità della vita di tutti.