Gli orsi polari sono apparsi per la prima volta in una pubblicità di Coca-Cola nel 1922 in Francia e sono tornati saltuariamente, nei 70 anni successivi, in alcune pagine adv sulla carta stampata. Nel 1993, con la campagna "Always Coca-Cola" della Creative Artists Agency (poi diventata Edge Creative), The Coca-Cola Company compì una svolta significativa nella storia della sua pubblicità: la campagna includeva 27 soggetti, rivolti a pubblici specifici, che fecero il giro del mondo in varie e innovative declinazioni tecniche, tra cui l’animazione al computer.
Una di queste pubblicità, “Northern Lights”, presentava quello che sarebbe diventato uno dei simboli più conosciuti delle pubblicità Coca-Cola: l’orso polare animato.



Il cucciolo che ha dato vita all’orso polare

Quando gli chiesero di ideare una pubblicità innovativa per Coca-Cola, Ken Stewart pensò al cinema. Stewart possedeva un cucciolo di Labrador Retriever con un musetto che ricordava quello di un orso polare. Guardando il suo cane, immaginò un gruppo di orsi intenti nella visione di un film e così nacque l’idea per "Northern Lights". Nella pubblicità, gli orsi ammirano l’aurora boreale (il loro "film") sorseggiando una bottiglia di Coca-Cola.
Stewart si rivolse alla società di animazione Rhythm & Hues per animare le pubblicità. Per la realizzazione di ciascuno spot furono necessarie 12 settimane, utilizzando computer di nuova generazione e programmi grafici d’avanguardia. Un processo lungo ed elaborato, per rendere la complessità di queste simpatiche, pelose e assetate creature artiche.  
Come in tutte le pubblicità televisive, il processo iniziava con gli storyboard. Ogni pubblicità durava al massimo trenta secondi e l’animazione metteva in scena immagini tratte da storyboard creati in precedenza, illustrati da Eugene Yelchin in coordinamento con Stewart e l’agenzia pubblicitaria CAA. Si tratta di una tecnica che dà importanza a ogni singolo istante dell’azione. Una volta completati gli storyboard, Stewart e Rhythm & Hues inserivano nella scena gli orsi, attraverso degli schizzi a matita. Gli schizzi venivano poi perfezionati, aggiungendo i dettagli e lo sfondo.
A questo punto, Stewart e gli animatori studiarono filmati e immagini di orsi polari, per capire come si muovono nella realtà (in particolare le zampe) e riprodurre questi movimenti nelle pubblicità.
Per importare l’orso a computer, Stewart e la Rhythm & Hues chiesero a uno scultore di creare in argilla la testa di un orso. Attraverso una griglia di linee orizzontali e verticali poste sulla superficie del modello, furono ricavate le immagini tridimensionali, poi salvate in un software grafico di ultima generazione. Un animatore tracciò i punti utilizzando una speciale penna connessa a un computer, fino a far apparire sullo schermo uno schema in 3D dell’orso
Una volta rifinita e salvata l’immagine, l’orso fu in grado di “muoversi”: a piedi, di corsa, con lo slittino, gli sci e i pattini.
Il movimento degli orsi fu creato con la stessa tecnica. Il torso, la testa e gli arti venivano mossi separatamente, poiché l’orso virtuale non era ancora tutto d’un pezzo. In questa fase furono perfezionati anche i movimenti più dettagliati.
A questo punto furono scannerizzati e aggiunti gli elementi non creati al computer, come le bottiglie di Coca-Cola. Una volta completati i movimenti di base, fu il momento di rifinire il resto: la pelliccia, gli occhi, lo sfondo e i dettagli delle luci, incluse ombre e riflessi.
Mentre l’animazione era in produzione, Stewart lavorò alla composizione delle musiche originali con Glenn Rueger di Outside Music e agli effetti sonori con la Weddington Productions. Stewart decise di dare uno spazio minimo alla musica, per non rovinare la magica atmosfera del mondo degli orsi. La utilizzò per dare ritmo alla scena ma non durante il dialogo fra gli orsi, a cui aggiunse le esclamazioni “ooh”, “ah” e i grugniti riprodotti dalla sua stessa voce, poi lavorata al computer per farla somigliare a quella di un orso. La musica e i “dialoghi”, all’apparenza molto semplici, richiesero mesi di lavoro.
"È esattamente quello che stavamo cercando di fare. Volevamo creare un personaggio innocente, simpatico, che potesse riflettere le migliori qualità cosiddette ‘umane’" ha detto Stewart. "Gli orsi sono dolci, birichini, giocherelloni e divertenti".
Una volta terminati gli ultimi aspetti - la musica, gli effetti sonori e l’animazione - Stewart riunì tutto nel montaggio finale. E così nacque la magia degli orsi.
Dopo il loro debutto nel 1993, gli orsi sono stati protagonisti di molti spot televisivi, incluse due pubblicità per le Olimpiadi del 1994, che raffiguravano un orso che scivolava su uno slittino per poi spiccare il volo in un salto. I cuccioli sono stati introdotti più tardi, durante una pubblicità per le festività che mostrava una famiglia di orsi impegnata nella scelta dell’albero di Natale.