Il 9 dicembre 1965, alle 7.30 di sera, sul network televisivo CBS andò in onda il primissimo episodio di quello che divenne un enorme successo negli Stati Uniti: “A Charlie Brown Christmas”.  Il programma raggiunse una stima di 36 milioni di spettatori e, da allora, divenne un appuntamento fisso ogni anno.

Eppure c’è mancato poco che non riuscisse ad andare in onda.

Anche se i personaggi dei Peanuts di Charles Schulz erano molto noti grazie alle strisce a fumetti pubblicate sui giornali, si temeva che non si prestassero alla trasposizione televisiva. Lee Mendelson racconta la storia completa di questo classico dei cartoni animati nel suo libro “A Charlie Brown Christmas: The Making of a Tradition”. Lui e Charles Schulz avevano prodotto un programma televisivo pilota che raccontava la storia del peggior giocatore di baseball del mondo, Charlie Brown. Purtroppo per loro, il pilota era stato rifiutato da tutti i principali network.

Coca-Cola non era interessata al programma in sé, ma contattò Mendelson per vedere se potessero creare uno speciale natalizio dei Peanuts. Anche se Mendelson e Schulz non avevano nulla di pronto, produssero rapidamente un semplice concept creativo di una pagina (a spaziatura tripla!), che presentarono a Coca-Cola. Il giorno dopo Coca-Cola mandò a Schulz e Mendelson il seguente telegramma:

“CONFERMARE VENDITA DI CHARLIE BROWN PER NATALE A COCA-COLA PER TRASMISSIONE IN DICEMBRE AI VOSTRI TERMINI CON OPZIONE SU SECONDO SHOW PRIMAVERA PROSSIMA. SANTO CIELO!”

Una volta confermata la commessa, cominciò il lavoro vero sul programma. Schulz e Mendelson avevano solo tre mesi di tempo per produrre lo speciale; l’animatore Bill Melendez doveva creare più di 30.000 disegni di animazione, e si dovevano registrare le voci. Con una decisione insolita a quei tempi, Schulz volle che le voci appartenessero a bambini reali, non ad interpreti adulti. Schulz annunciò anche che un intero minuto del programma sarebbe stato occupato dal personaggio Linus che recitava la Bibbia. La cosa era considerata fortemente insolita in un programma di intrattenimento, ma Schulz fece valere la sua scelta.

Lo speciale ebbe un successo immediato e duraturo. Quasi la metà di tutti gli americani davanti al televisore quel 9 dicembre si sintonizzò sulle avventure di Charlie Brown e dei suoi amici. Gli unici messaggi di Coca-Cola erano le schermate dei titoli, che informavano i telespettatori che la produzione era stata resa possibile grazie al sostegno degli imbottigliatori locali in tutto il paese.  

Le reazioni del pubblico televisivo

In un’anteprima di quello che sarebbe successo alcuni anni più tardi, quando The Coca-Cola Company produsse il famoso spot pubblicitario “I’d like to buy the world a Coke”, Coca-Cola fu inondata di lettere inviate da persone che si erano innamorate dello speciale natalizio.

Queste sono alcune tra le migliaia di lettere ricevute a proposito di “A Charlie Brown Christmas”.

Signori:

Sto scrivendo la mia prima lettera da fan dopo 52 anni di vita piuttosto soddisfacenti per complimentarmi con voi per la sponsorizzazione del programma televisivo ‘“A Charlie Brown Christmas”. Non so quando qualsiasi altro programma abbia divertito così tanti adulti oltre ai bambini, e scrivo per esprimere la speranza, condivisa da molti che hanno visto il programma, che possiate essere in grado di sponsorizzare altri programmi di Charlie Brown...

Grand Rapids, Michigan

 

Ai produttori di Coca-Cola:

Desideriamo farvi i complimenti per la serie dei Peanuts che sponsorizzate in TV. La vostra produzione si distingue per essere un intrattenimento rinfrescante quanto il vostro prodotto. I nostri sinceri ringraziamenti a voi e al Signor Schulz per aver messo in risalto nella sua sana filosofia il vero spirito del Natale, così spesso oscurato da falsi sentimenti. È nostra speranza che i Peanuts possano trovare uno spazio stabile nel mondo televisivo. Che i produttori di Coca-Cola siano benedetti per il loro ruolo in questa impresa.

Sorelle di San Francesco

Belle Vernon, Pennsylvania




Ho sempre amato “A Charlie Brown Christmas” e a casa nostra è tradizione familiare guardare il programma tutti gli anni. Sono d’accordo con le Sorelle di San Francesco e spero che la combriccola dei Peanuts continui a incantare il pubblico per molti anni a venire.

Se siete curiosi di sapere che cosa ne è stato dello speciale “Charlie Brown Peanuts” che era stato rifiutato, sappiate che alla fine ce l’ha fatta anche lui ad andare in televisione. Coca-Cola ha sponsorizzato anche “Good Grief, Charlie Brown”, che è andato in onda nel giugno 1966.




Ted Ryan è direttore di Heritage Communications per The Coca-Cola Company