Adrien Proust ce la metterà tutta per vincere una medaglia nella corsa con le racchette da neve perché sta per diventare zio e sogna che la nipotina in arrivo possa dire di avere uno zio campione olimpico. Adrien, che si chiama come il padre del famoso scrittore Marcel, è nato in Francia da madre italiana e padre francese ma si è trasferito nel Belpaese quando era bambino per non essere costretto a frequentare un istituto “speciale” per disabili intellettivi.

Da noi, infatti, le persone con disabilità possono frequentare scuole normali affiancati da un insegnante di sostegno, mentre oltralpe questo non è sempre possibile. Per Adrien, che vive sul lago di Garda e a maggio compirà trentuno anni, lo sport è stato un apripista e uno strumento fondamentale di crescita ed emancipazione: è grazie alle esperienze fatte attraverso la sua società sportiva se oggi è in grado di vivere in modo autonomo insieme con altri compagni di squadra in un appartamento soprannominato la Casa dei Campioni.

Photo Credits: Simone Castrovillari

Cosa ti ha dato lo sport?

Sono cresciuto come uomo. Mi ha insegnato a stare meglio con gli altri, a condividere, a vivere insieme, a mangiare insieme. Da quando pratico sport ho più amici, sono più aperto. Con i miei compagni mi capisco meglio. Ci aiutiamo a vicenda e questo mi dà molta soddisfazione.

Quando hai cominciato a fare sport?

Quando avevo diciotto anni sono entrato in una società polisportiva. Oggi faccio basket, rugby, karate e alcuni sport invernali come la corsa con le ciaspole.

In che disciplina gareggi qui a Schladming?

La gara di corsa con le racchette da neve. I 100 metri sono la mia specialità. Ho fatto bene ai test preliminari e spero di vincere una medaglia. Ad aprile nascerà la figlia di mia sorella e diventare zio è la cosa che mi rende più felice. Vorrei vincere una medaglia per lei. Così potrebbe dire di avere uno zio campione.

E se non dovessi vincere?

Non importa, è l’esperienza di essere qui che conta. Come dice il nostro motto: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.

Al di là della competizione sportiva cosa ti piace di questa esperienza agli Special Olympics?

Conoscere gente diversa da tutto il mondo, soprattutto le ragazze austriache, che sono davvero belle. Mi piace molto ballare e qui ci sono un sacco di occasioni di fare festa e stare insieme. 

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Nicola è uno scrittore e produttore freelance. Dopo aver trascorso 10 anni tra Londra e New York, oggi vive a Milano, dove è nato una quarantina di anni fa. Laureato in giurisprudenza, non ha mai esercitato da avvocato. Ha iniziato a scrivere non appena si è reso conto che era un ottimo pretesto per conoscere gente nuova e sentire storie interessanti.