Sono Roma, Milano, Napoli e Catania le 4 città scelte per fare da tela al progetto “Refresh the City”, un’idea promossa da Sprite con il fine di mettere la street art, e il suo modo di comunicare, al servizio della comunità.

Un’idea nata dalla convinzione che sono ormai le nuove generazioni a dettare regole e tendenze e che possono dare vita a nuovi modi di comunicare o di reinterpretare la comunicazione.

Gli artisti dell’officina creativa ArtKademy, quindi, ispirati dai bozzetti dei giovani fan di Sprite, rinnoveranno l’aspetto dei 4 capoluoghi italiani rinfrescando alcune delle loro mura con i murales vincitori del contest.

Per questa occasione abbiamo fatto una chiacchierata con Alessandro Etsom, street artist che si occupa di graffiti, illustrazione e arte pubblica, un talento capace di unire lettering e figurativo con un approccio versatile. Ci siamo fatti raccontare da dove nascono le sue ispirazioni, cosa pensa dell’iniziativa a cui ha preso parte e come si approccerà a questo lavoro.


Sei un illustratore e un graffiti artist, quali sono le tue principali fonti di ispirazione e quale dei due mondi ti dà maggiore soddisfazione?

Mi capita di trovare ispirazione in qualsiasi cosa, qualsiasi forma, qualsiasi immagine. Spesso è casuale. Mi ispira tantissimo la collaborazione e la commistione tra due stili diversi, mi diverto tantissimo a mescolare il mio lavoro con quello di qualche collega/amico in particolare. Lo vedo come un input sia per realizzare qualcosa di nuovo sia per rimarcare l’originalità di quel che faccio. Ultimamente sto lavorando quasi esclusivamente a spray, indipendentemente dai contesti. Sento di avere molta libertà espressiva con questo strumento e mi permette di esplorare processi creativi diversi.

 

Quali sono gli oggetti del mestiere che preferisci e le tecniche che utilizzi?

Ho avuto la fortuna di studiare in una scuola d’arte applicata e quindi di conoscere moltissime tecniche diverse. Nonostante questo importante bagaglio, ho trovato il mio medium ideale nella bomboletta spray, che è sicuramente lo strumento che utilizzo più spesso. Mi permette di disegnare molto in grande e molto in fretta, al passo con il ritmo delle mie idee. Soprattutto, è uno strumento che mi obbliga a trovare un compromesso con la mia maniacale precisione. Mi piace tantissimo lavorare con gesti molto ampi, a tutto braccio. Disegnare diventa quasi una danza davanti al muro.

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 Quando hai capito che i graffiti sarebbero potuti diventare il tuo lavoro? 

Quando mi sono reso conto che ho bisogno di disegnare ogni giorno per stare bene, in pace con me stesso. Dai primi anni delle superiori mi sono rapportato con i primi lavori su commissione, con gli anni aggiungendo sempre più impegni alle mia giornate avevo sempre meno tempo per disegnare, per crescere artisticamente. Anche solo per liberarmi, per avere sempre il mio sfogo, il mio momento di tranquillità. Ho sempre sognato di poter fare solo questo, di poter solo disegnare, e l’esperienza nel mondo dei graffiti mi ha insegnato a credere in me stesso e nelle mie forze, mi ha dato una grande ambizione e una nuova consapevolezza.

Street art e illustrazione stanno vivendo un momento molto interessante, di rivalutazione come forme d’arte e strumenti di comunicazione. Pensi possa essere una reazione alla comunicazione digitale? Alla freddezza e precarietà di alcuni strumenti che sembrano rendere tutto più facile?

E’ un momento storico molto interessante per quanto riguarda queste discipline. Sicuramente di rivalutazione agli occhi del grande pubblico, anche e soprattutto grazie all’avvento dei social network. Tutto è messo in mostra, tutto viene pubblicizzato per essere venduto. Chi riesce a curare meglio la propria immagine acquista automaticamente più credibilità e più valore. E’ come se venissero scardinate certe gerarchie e i ruoli ridistribuiti, è una grande opportunità per tutti, ma al contempo si vede un sovraccarico di contenuti. Street art e graffiti sono entrati in questo meccanismo e vivono un momento di grande attenzione da parte del pubblico grazie al fatto che vengono proposte attraverso questi canali e non attraverso quelli di nicchia che per anni sono stati gli unici. E’ un momento in cui chi fa questo ha la possibilità di venderlo come non sarebbe mai stato possibile anni fa.

Quando hai iniziato eri tu a scegliere i muri e i soggetti delle tue opere, come vivi i lavori su commissione e quanta libertà ti viene lasciata per raggiungere il risultato finale?

Mi piace molto l’aspetto artigianale del mio lavoro e quindi non mi pesa dovermi “adattare” alle richieste dei miei committenti, anzi spesso per me rappresenta uno stimolo. Ho sempre voglia di sperimentare, di cambiare, e tante volte accostare al mio modo di fare le idee di qualcun altro dà vita a risultati interessanti. Fortunatamente, sempre più spesso vengo richiesto da persone che, avendo già visto i miei lavori, cercano qualcosa che abbia il mio stampo. Lavorare con passione e con serietà è sempre il mio miglior biglietto da visita. Ogni nuova richiesta è una sfida.

Cosa pensi dell’iniziativa Refresh the City di Sprite? Quanto l’arte urbana può aiutare a valorizzare le città, e che messaggio deve portare secondo te?

Come ogni iniziativa che preveda la diffusione di un’arte che possa dialogare con i luoghi interessati, penso che sia un grande progetto. Gli interventi, finalizzati appunto a valorizzare luoghi strategici all’interno delle città, dovranno appartenere al posto e alla gente del posto. Ed è proprio la realizzazione che avviene per strada, in mezzo alla gente, che costituisce il momento più funzionale del progetto: prendono sempre vita situazioni di confronto, di scambio, di dialogo con le persone, prima con l’artista e poi con l’opera terminata. Penso che un’opera realizzata in un contesto simile debba mettere in moto dei ragionamenti, debba andare oltre al semplice fattore estetico. L’arte urbana di per sé valorizza i luoghi in cui viene portata perché prende parte alla quotidianità, perché dovrebbe rappresentare sempre uno stimolo. Dal canto mio, non vedo l’ora di poter utilizzare questo strumento per rapportarmi con le realtà in cui lavorerò, per conoscere la gente del posto, per potermi presentare a loro e per poter dare vita ad uno scambio che arricchisca tutte le parti.

Etsom è uno degli artisti che interverranno sui muri delle città italiane con il progetto “Refresh the City”. Puoi scegliere quale idea rinfrescherà i muri di Milano, Roma, Napoli e Catania votando il tuo bozzetto preferito al link:

https://refreshthecity.sprite.it/vota

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Giulia Pacciardi E’ nata a Roma nel 1992, dove ha vissuto fino al giorno della sua laurea all'Istituto Europeo di Design. Curiosa di tutto, legge, guarda, immagina e poi scrive. Dal 2017 è Editor del magazine italiano Collater.al.

Nato nel 2010 come blog d’ispirazione, Collater.al è uno dei web magazine più attivi del panorama italiano, focalizzato sulla cultura creativa contemporanea: illustrazione, design, musica, trend e culture di strada.