Dai grossi vasi per lo sciroppo della fine dell’Ottocento ai distributori di bevande gassate nello spazio, The Coca-Cola Company ha rivoluzionato di continuo l’arte di rinfrescare il mondo, bevanda dopo bevanda.

Di importanza fondamentale per portare a termine questa missione sono i recipienti nei quali vengono resi disponibili i prodotti.

In questa galleria fotografica potrete fare un viaggio di scoperta nella storia, esplorando le modalità con le quali The Coca-Cola Company ha offerto le sue bevande fin da quando il dottor John Pemberton ne mise a punto, oltre 130 anni fa, la sua formula segreta.

 

Il vaso per lo sciroppo


1896, The Wheeling Pottery Company. Wheeling, Virginia Occidentale

All’inizio del 1896, il vaso per lo sciroppo fece parte di un programma finalizzato a premiare i rivenditori che acquistavano più di 190 litri di sciroppo di Coca-Cola nel corso dell’anno. Il presidente Asa Candler dette vita a questa promozione affinché fosse di incentivo ai locali che servivano la bevanda per commercializzare il brand. I vasi erano in porcellana, materiale poroso che con il passare del tempo e l’utilizzo frequente assorbiva il colore dello sciroppo, passando dal bianco a un colore più ambrato.

 

Le bottiglie in ordine cronologico


1899-oggi, varie aziende

L’imbottigliamento su vasta scala divenne possibile a partire dal 1899, quando Ben Thomas e Joseph B. Whitehead di Chattanooga nel Tennessee si assicurarono i diritti esclusivi di imbottigliamento e vendita di Coca-Cola per tutti quasi gli Stati Uniti.

Con il contratto in mano, si misero d’accordo con un altro imbottigliatore di Chattanooga, John T. Lupton, e iniziarono a mettere a punto quello che oggi è il sistema globale di imbottigliamento Coca-Cola. Il brevetto per l’iconica bottiglia di vetro di Coca-Cola fu depositato da Alexander Samuelson della CJ Root Glass Company nel novembre 1915

 

La confezione da sei bottiglie


 

Una volta che prese piede la comodità di poter bere una Coca-Cola ovunque grazie alla bottiglia e alla disponibilità su larga scala di frigoriferi sempre più efficienti, nel 1923 i consumatori ebbero bisogno di un mezzo più facile per trasportare in quantità il prodotto. The Coca-Cola Company e gli imbottigliatori si resero conto delle esigenze del nuovo mercato domestico e per facilitare al consumatore il trasporto delle bevande introdussero il primo cartone multi-pack da sei bottiglie. La semplice confezione di cartone, descritta come “una confezione per la famiglia, con un pratico manico invitante”, divenne uno dei più efficaci dispositivi di commercializzazione del settore e fu brevettato nel 1924.

I cartoni venivano forniti dagli imbottigliatori ai locali frequentati dai clienti ed era previsto che fossero riutilizzati fino a tre volte. L’adozione del cartone multi-pack, tuttavia, fu lenta, almeno fino a quando l’azienda non decise di dargli una forte spinta e di promuovere il concetto che era alla base di questo packaging completamente nuovo. La concorrenza e il settore della birra iniziarono a utilizzare la confezione di cartone da sei molto più tardi, alla fine degli anni Trenta. 

 

La ghiacciaia standardizzata

Primi anni Trenta, Glascock Brothers Manufacturing Company, Muncie, Indiana

L’idea di una ghiacciaia standard nacque quasi simultaneamente all’inizio del processo di imbottigliamento. Per le prime ghiacciaie, gli imbottigliatori provarono a tagliare a metà dei barili e ad aggiungere delle gambe. Il presidente di The Coca-Cola Company Robert Woodruff intuì subito l’esigenza di elaborare al meglio il concetto e diede vita a un reparto tecnico addetto sia al controllo qualità sia allo sviluppo di prodotti nuovi, dando loro il compito di mettere a punto una ghiacciaia efficiente ed economica che The Coca-Cola Company potesse brevettare, vendere o noleggiare ai rivenditori. Il risultato finale di questa impresa fu il Glascock Cooler: presentato nel 1929, fu messo in vendita ad appena 12 dollari. Meno di 25 anni dopo essere stato inventato, l’azienda ne aveva immessi sul mercato oltre un milione di pezzi.

 

Il distributore alla spina Dole MASTER


 

Il distributore automatico Dole MASTER fu il primo distributore di bevande gassate alla spina, capace di erogare acqua gassata fredda e sciroppo, messo a punto direttamente dall’azienda per i punti vendita.

Fu introdotto all’Esposizione mondiale di Chicago. Il primo distributore automatico con serbatoio dell’azienda, nel quale l’acqua gassata e lo sciroppo si mescolavano durante l’operazione di erogazione della bevanda, fece il suo debutto all’Expo “Century Progress” di Chicago nel 1933. Fin dalla sua creazione nel 1886, gli operatori dei locali distributori della bevanda gassata, avevano sempre preparato a mano la Coca-Cola miscelandola: i visitatori dell’Expo rimasero stupefatti quando videro l’addetto azionare semplicemente una leva e versare la bevanda. All’esposizione fu montato anche un impianto di imbottigliamento perfettamente equipaggiato, capace di produrre 120 bottiglie al minuto.

 

Mills 47


 

Nel 1937, The Coca-Cola Company giunse alla conclusione i distributori a moneta avevano raggiunto una fase tale di sviluppo da raccomandarne l’uso in tutta la nazione. Con l’approvazione ufficiale si procedette a pianificare anche come condurre la fase di vendita delle società imbottigliatrici. Il distributore automatico Mills ‘47’ fu il primo erogatore automatico di vendita del prodotto a soddisfare l’esigenza del mercato di una Coca-Cola che divenne così comodamente reperibile anche sul posto di lavoro. Secondo quanto scrive Jeff Walters in “Classic Soda Machines”, questo apparecchio fu l’unico mai realizzato a vendere le bottiglie in vetro con il tappo a corona.

Le società imbottigliatrici e i loro venditori ebbero poi un ruolo determinante ai fini della diffusione e del successo di questi apparecchi sui luoghi di lavoro, specialmente quando il paese entrò nella Seconda guerra mondiale.

IL DISTRIBUTORE DOLE DELUX E L’EROGATORE AUTOMATICO DOLE CITATION

Distributore automatico Dole Citation (sinistra)

Distributore automatico Dole DELUX (destra)

Quando fu commercializzato, il distributore Dole Citation divenne subito famoso per il suo contenitore di plastica Implex di nuova concezione e per le sue caratteristiche migliorate. Il design si basava sulla concezione stilistica adottata dagli illustri designer industriali Hodgman-Bourke di New York. Oltre a ciò, durante quello stesso anno si procedette a inserire una valvola di galleggiamento Dole per il serbatoio di riserva dello sciroppo, così che potesse essere erogato in qualsiasi quantità, determinata soltanto dalle dimensioni del contenitore dello sciroppo sotto pressione.

Il Dole DELUXE fu progettato da Raymond Loewy e introdotto sul mercato dopo una ricerca condotta durante la guerra. Loewy, promotore del “design industriale”, ebbe un ruolo di primo piano nella modifica degli elementi fisici e concettuali del mondo moderno. Loewy ridusse il distributore alle sue linee essenziali, conferendogli un aspetto moderno e migliorando la sua capacità effettiva di mescere un numero superiore di porzioni per gallone. Le pubblicità dell’epoca sbandieravano ai quattro venti il fatto che l’apparecchio così perfezionato avrebbe migliorato anche il rendimento dei distributori di bevande. Nel 1947, quando fu introdotto sul mercato, il Dole Deluxe Fountain divenne immediatamente un classico.

 

Vendo 44



Il Vendo 44 si colloca tra i distributori per la vendita di bevande alla spina più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Tra il 1956 e il 1959 ne furono realizzati più di ottomila. La popolarità dell’apparecchio può essere fatta risalire alle sue dimensioni compatte e all’abbinamento riconoscibile all’istante dei colori bianco e rosso di Coca-Cola. Questi apparecchi furono anche personalizzati a fini di marketing con immagini che si collegavano alle pubblicità su carta stampata, come lo Sprite Boy raffigurato su questo modello.

 

GHIACCIAIA DA PICNIC E BREAKMATE

Ghiacciaia da picnic (destra) - 1958, Progress Refrigerator Company, Louisville, Kentucky

BreakMate (sinistra) - 1988, Bosch-Siemens, Monaco, Germania

Con una capienza fino a 32 bottiglie, le ghiacciaie da picnic permisero ai consumatori di portarsi dietro la Coca-Cola ovunque si recassero in viaggio. Sopra le bottiglie era predisposta una piccola mensola che rendeva il frigorifero portatile completo, consentendo di conservare al fresco e asciutti anche i panini per il pasto.

Le bottiglie restavano al fresco poiché ogni ghiacciaia era realizzata in modo da garantire un perfetto isolamento termico grazie a tre strati di metallo:

No. 1 oppure Standard – Rivestimento di zinco e smalto cotto esterno

No. 2 – Rivestimento di acciaio inossidabile e smalto cotto esterno

No. 3 – Acciaio inossidabile ovunque.

Progettato per le aziende da cinque a 50 dipendenti, il BreakMate permise ai proprietari delle piccole aziende di rendere disponibili i prodotti Coca-Cola a tutti i dipendenti in ufficio. Introdotto in via sperimentale su alcuni mercati nel 1958, il BreakMate fu commercializzato in tutta la nazione da Coca-Cola Usa nel 1988. L’azienda calcolò che alla fine di quell’anno ci sarebbero stati 30mila BreakMate in funzione in tutti gli Stati Uniti e programmò di aumentarne il numero in maniera significativa durante gli anni Novanta.

 

Westinghouse WB 60-K6



 

Nei primi anni Sessanta, The Coca-Cola Company stava modificando il suo modo di interagire e agire sul mercato. Per la prima volta Coca-Cola non era più l’unico marchio al quale potevano accedere le società imbottigliatrici: Fanta aveva fatto da poco la sua comparsa, e a breve sarebbero seguite Sprite e Tab. Gli apparecchi per la vendita dei prodotti erano stati concepiti per anni per vendere la bottiglia di vetro standard da 6,5 oz, ma tutti i nuovi prodotti e i nuovi formati resero indispensabile una modifica.

Nel 1960, la Westinghouse Electric Corporation introdusse sul mercato un distributore in grado di gestire la vendita di più prodotti e più confezioni contemporaneamente, sia in lattina sia in bottiglia, e a prezzi differenti. Questa capacità superiore rese queste apparecchiature un investimento economico che oltretutto non richiedeva ulteriori migliorie nel caso di introduzione sul mercato di nuove bevande.

 

Il distributore automatico Space



1996, Bosch-Siemens, Monaco, Germania

Nel 1996, Coca-Cola effettuò il suo quarto viaggio nello spazio a bordo dello Space Shuttle Endeavour grazie a un innovativo dispenser post-mix che funzionava in modo assai simile agli analoghi erogatori di bevande gassate “post-mix” reperibili sulla Terra. Dopo aver digitato un codice sul computer touch-screen, ogni astronauta prima pressurizzava una bottiglia e spostava una leva per erogare il prodotto ben freddo, poi prelevava la bottiglia dall’erogatore. Per la prima volta nella storia gli astronauti hanno potuto bere le bevande preferite a loro piacimento.

I sei astronauti hanno avuto complessivamente a disposizione 90 porzioni e il computer inserito all’interno del distributore ha tenuto traccia della quantità di bevanda assunta da ognuno di loro. Mettendo a punto un macchinario per la distribuzione di bevande nello spazio, l’azienda sperava di migliorare le condizioni di vita degli astronauti, incoraggiandoli a bere più liquidi mentre erano in orbita e perfezionando le tecnologie che avrebbero potuto influire sulle future missioni spaziali.

 

Coca-Cola Freestyle

2008, prototipo

Presentato alla clientela nel 2008, il distributore Coca-Cola Freestyle è l’erogatore di bevande più nuovo e innovativo, che offre agli utenti un livello sempre maggiore in termini di scelta e personalizzazione: il distributore incorpora infatti una tecnologia accurata e avanzata per utilizzare gli ingredienti concentrati iniettati da cartucce, e li mescola sul momento ad acqua e dolcificanti. Dean Kamen, inventore del Segway, dei dispositivi portatili per la dialisi, delle sedie a rotelle in grado di scendere gli scalini, è stato un partner determinante per la messa a punto di questo apparecchio, il cui design è nato invece dalla creatività di  Pininfarina, progettista del look della Ferrari e della Maserati. Il distributore Freestyle permette ai consumatori una scelta illimitata in termini di gusto, calorie e quantità, e consente all’azienda di tener traccia di ciò che i clienti miscelano quando comprando la bevanda e di quanta ne consumano, così da definire le opzioni disponibili e soddisfare ogni loro esigenza.