Nel quarto episodio della web serie di Coca-Cola “Il Gusto a Tavola”, Riccardo Rossi è alle prese con la spesa per una cena prima della partita della Nazionale. Gli ingredienti? Tutti con la P: P di pallone, partita e passione. A trasformarli in una ricetta arriva Maurizio Rosazza Prin, secondo classificato a Masterchef 2, fondatore del blog Chissesefood e autore e conduttore del programma Football’s Kitchen, in onda su Gambero Rosso. Maurizio prende i panini ai semi di papavero, li insaporisce con la parte interna del pomodoro e li condisce con un pesto leggero di pinoli, prezzemolo, pecorino e olio, per poi farcirli con pollo marinato nel pompelmo e una spolverata di paprika. Il nome Panini Cesarini evoca i gol all’ultimo minuto di Renato Cesarini. Grandi gesta calcistiche, grandi gesta culinarie!

Maurizio Rosazza Prin

Cibo e calcio: che cosa significa per te questo connubio?

Cibo e calcio sono le due grandi passioni degli italiani e si sposano perfettamente, perché sono occasione di convivialità. I Panini Cesarini sono una ricetta facile da replicare e leggera, che non lascia appesantiti quando ci si agita nel tifo. Sono impazzito a trovare i panini con i semi di papavero, quindi autorizzo a replicare la ricetta anche senza!

Quali caratteristiche deve avere un menu prepartita?

Un piatto prepartita deve essere mangiato sul divano con una mano, perché l’altra deve restare libera per tifare e gesticolare. Inoltre deve essere gustoso ma leggero: deve mantenerti sveglio, lasciarti la voglia di spiluccare, magari tra primo e secondo tempo, per stemperare il nervosismo. Il panozzo, servito su un bel tagliere di legno, è perfetto, perché si può tagliare a pezzi e mangiare un po’ alla volta.

Sei tifoso? Vedrai le partite dei Campionati Europei?

Certo! Con gli amici sul terrazzino... Ed è subito notti magiche! Adesso, a differenza degli anni 90, ho il televisore che gira, quindi non devo più spostarlo sul balcone!

Hai dei rituali o dei gesti scaramantici?

Mi affido al mio cane Wolf che, essendo bianco, è l’antitesi del gatto nero.

Parliamo del tuo blog: qual è la filosofia di Chissenefood?

A forza di vedere chef stellati in TV, si è diffusa l’ansia da prestazione. Tutto deve essere perfetto, presentato nel modo migliore. Non mi stupirei se ci fossero i bambini che si lamentano con le loro mamme per come impiattano la pappa! Per me la cucina è un momento di divertimento, quindi ho voluto esaltare questo aspetto, aggiungendo che non bisogna mai avere paura di sbagliare, come nella vita. Se si sbaglia.. Chissenefood! Io stesso non sono uno chef, cucino e sbaglio… Ho sbagliato una panna cotta da 100mila euro in finale a Masterchef! Il mio blog si rivolge a tutte le persone che cucinano e lo fanno divertendosi, prendendosi in giro, personalizzando le ricette. Bisogna rimettere la cucina al suo posto: quello spazio divertente che c’è all’interno della casa, dove si invitano gli amici e non c’è uno chef stellato dietro l’angolo pronto a farci un agguato.

Chissenefood rispecchia anche la tua passione per la scrittura e l'immagine in generale...

Sono sempre stato un bambino con la testa fra le nuvole; mi sono sempre venute meglio le cose creative rispetto a quelle pratiche. La scrittura è un modo non solo per presentare delle ricette, ma anche per dare dei punti di vista sul lifestyle, il senso estetico, la voglia di mettersi in gioco. Mi piace questa contaminazione tra mondi diversi, non capire dove finisce uno e comincia l’altro.

Quindi non sono solo ricette?

Le mie ricette sono sempre legate a un concetto, a una storia, ma si possono realizzare con ingredienti facilmente reperibili. Amo fare un po’ di storytelling: per esempio la ricetta del carbonaro [un raviolo ripieno d’uovo e crema di pecorino ricoperto di dadini di pancetta croccante, ndr] è il pretesto per parlare delle regole della carbonara perfetta, raccontare la tradizione. Mi piace molto cambiare forma alle ricette classiche e dare loro nomi fantasiosi. Sarà che lavoravo nel copy writing; facevo il creativo in un’agenzia di pubblicità.

Quindi come definiresti la tua cucina?

Fusion di testa. Mi piace abbinare ingredienti italiani a prodotti stranieri.

Copy writer, pittore, fotografo, cuoco, blogger e conduttore: quale aspetto del tuo carattere sta dietro a ognuno di questi ruoli?

Ho un disturbo da personalità multipla non conclamato... A parte gli scherzi, l’aspetto che li accomuna tutti è fare qualcosa di originale. Io sono una persona che si annoia facilmente, quindi cerco sempre di fare cose diverse in primo luogo per non annoiare me stesso e, di conseguenza, gli altri.

Come è stato lavorare con Coca-Cola?

Io e Coca-Cola siamo spiriti affini. Teniamo alla convivialità e alle gioie della vita e amiamo divertirci, come dimostra il gioco con la cucina e le lettere dell’alfabeto. Bevo Coca-Cola fin da piccolo, quindi conosco molto bene il suo gusto particolare e nel ricettario legato alla web serie ho cercato di proporre dei piatti che fossero in grado di esaltarlo. Da vero sommelier! Se devo essere sincero, con i vini non ci azzecco molto, ma l’abbinamento con Coca-Cola mi riesce molto bene!

Come è stata l’esperienza sul set?

Io sono introverso, ma quando sono imbarazzato divento estroverso, quindi, nel momento in cui si accendono le telecamere, comincio a parlare a raffica. E questo mi facilita, soprattutto se devo improvvisare invece di recitare un copione. Nella scena in cui bevo Coca-Cola ho dato il meglio di me. Ho usato una tecnica vista da un’attrice di pubblicità con cui lavoravo in agenzia: per due ore non ho bevuto nulla, quindi alla prima sorsata, ho assunto l'espressione intensa di un grande attore. Appena mi ha visto, il regista ha esclamato “Perfetto!”. Potrei fare la controfigura!