Nel cuore d’Italia, ai piedi dell’Appennino Centrale, sul confine fra Abruzzo e Lazio, c’è uno stabilimento di Coca-Cola HBC Italia che nel 2018 compie trenta anni. L’anniversario di questo impianto, che sorge alle porte del borgo medioevale di Oricola, simboleggia l’incontro fra due valori fondanti sia dell’azienda sia del Belpaese: la tradizione, che ha permesso alla comunità locale di contribuire alla crescita dell’impianto per più di una generazione, e l’innovazione, che qui trova espressione in impianti che riducono l’impatto ambientale dei processi produttivi.

Forse non è un caso che questo sincretismo fra tradizione e innovazione sia avvenuto proprio in questa zona, considerata la culla della civiltà italica, dove esiste ancora un sapere artigiano che funge da collante per tenere insieme i patrimoni di conoscenze passate, le fondamenta storiche del paese, con le capacità innovative degli abitanti di queste terre. Un incontro che, in questo caso, ha prodotto un gioiello dell’industria contemporanea, incastonato tra l'Abruzzo marsicano e l'alta valle dell'Aniene laziale, dove le tecnologie più avanzate consentono di produrre bottiglie di plastica che custodiscono il gusto e la qualità del prodotto, riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente.

Lo stabilimento di Oricola è stato tra i primi siti produttivi in Italia a utilizzare plastica (PET) 100% riciclabile e a implementare sin dal 1991 la tecnologia di soffiaggio in linea delle bottiglie PET.

Dalla sua diffusione dopo la seconda guerra mondiale, la plastica si rivela un materiale utilissimo nelle applicazioni più diverse e diviene simbolo della modernizzazione delle nostre vite, segnando il decollo e la democratizzazione dei consumi.

Negli anni Ottanta, l’uso della più nobile fra le plastiche, il PET appunto, diventa più comune fra gli imbottigliatori di bevande grazie alle sue caratteristiche particolari: è infrangibile, impermeabile ai gas e isola perfettamente il prodotto.

La celebrazione di questo importante anniversario per lo stabilimento è stata l’occasione per parlare di sostenibilità ambientale ed economia circolare nella filiera della plastica, insieme a COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo ed il Recupero degli Imballaggi in Plastica.

Coca-Cola ha confermato i suoi impegni e priorità per uno sviluppo sostenibile degli imballaggi: progettare e smaltire correttamente il packaging, prevenire e minimizzare gli sprechi, riutilizzare e riciclare. Se adeguatamente trattata dopo l’uso, la plastica offre numerosi vantaggi: grazie alla raccolta differenziata infatti si riducono i conferimenti in discarica e aumenta il risparmio energetico, la plastica riciclata genera nuove materie prime per una seconda vita.

Una iniziativa concreta che testimonia questo impegno è il processo di sgrammatura delle bottiglie in PET che ha portato nel 2016 l’azienda a vincere il premio CONAI per la prevenzione e valorizzazione della sostenibilità ambientale degli imballaggi.

L’intervento di sgrammatura ha coinvolto le capsule delle bottiglie, che hanno subito una riduzione del peso pari al 27%, consentendo anche una importante ottimizzazione nella logistica.


Sul fronte del risparmio energetico, Coca-Cola HBC Italia monitora costantemente la sua impronta ambientale nei  processi e lungo tutta la filiera. Nel 2017 l’impatto ambientale di Coca-Cola HBC Italia ha visto una riduzione del 31% di grammi di CO2 emessi per ogni litro di bibita prodotto rispetto al 2010. Dal 2011, lo stabilimento di Oricola dispone di un impianto fotovoltaico che riduce le immissioni di CO2 di 400 tonnellate l’anno. Nel 2012 è stato inaugurato l’impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica, termica e frigorifera e nel 2017 è stato attivato l’impianto di depurazione delle acque di scarico in grado di trasformare queste ultime da rifiuto a energia pulita, prodotta da biogas: si tratta del primo impianto anaerobico di pre trattamento dei reflui applicato al settore dell'imbottigliamento. Un primato che è valso a Oricola la certificazione “Gold” dello standard europeo “European Water Stewardship”, che certifica l'impegno delle aziende nel monitorare i consumi idrici e limitare l'impatto delle proprie attività nelle comunità in cui si opera.