Con la primavera alle porte è arrivata l’ora di tirare fuori la bicicletta dal letargo, pompare le ruote e prepararsi ad approfittare della rete nazionale di piste ciclabili e ciclovie che, pur con cronico ritardo rispetto al resto d’Europa, continua a estendersi e migliorare anche dalle nostre parti. Mentre per incentivare la mobilità sostenibile alcuni Comuni italiani propongono addirittura di remunerare chi sceglie di andare al lavoro in bici, noi proviamo a stuzzicare la vostra fantasia con una serie d’itinerari – alcuni già esistenti, altri in divenire – per invogliarvi a inforcare le due ruote e dedicarvi a un turismo lento, che permette di apprezzare appieno la natura, i paesaggi e le architetture mentre si pedala all’aria aperta.

Oggi vi proponiamo 3 itinerari già esistenti e un sogno.


1 Pista Ciclabile Levanto-Framura (Liguria)

L’idea nasce negli anni ‘70 dalla dismissione di una vecchia ferrovia a binario unico, ma si deve attendere più di trent’anni per trovare i fondi per metterla in sicurezza. La pista Levanto-Framura inizia sul lungomare della cittadina ligure proseguendo lungo un affascinante tracciato che segue la costa frastagliata fino a Bonassola. Poi s’infila nella montagna in una serie di gallerie ottocentesche interrotte da scorci mozzafiato, come quello sulla baia delle Rocce Rosse, prima di arrivare a Framura dopo cinque chilometri. È una pista abbellita da splendidi panorami di mare, ben tenuta (illuminata di sera) e molto utilizzata anche dai residenti. Termina a Framura davanti a un ascensore che scende dritto a mare: l’ideale per un tuffo rinfrescante dagli scogli dopo la pedalata.


2 Naviglio Martesana (Lombardia)

centrale elettrica sul fiume Adda
La centrale elettrica sul fiume Adda
(Copyright: Simone-)

Un tempo era l’alzaia usata per trascinare i barconi che, carichi di ogni tipo di merce, viaggiavano fra Milano e Lecco. Oggi parte del tracciato che affianca il Naviglio della Martesana (chiamato anche Naviglio Piccolo dai milanesi) è stato trasformato in una bella pista ciclabile: 35 chilometri che portano dalla conca del Tombon di San Marco, nel centro del capoluogo lombardo, fino a Trezzo D’Adda. Un percorso pianeggiante che parte fra i grattacieli di Porta Nuova e il frastuono della città per arrivare in pochi chilometri nel verde della campagna, passando fra le ville nobiliari di Cernusco, la villa Borromeo di Cassano, l’antica ruota idraulica leonardesca di Groppello, fino all’incile di Trezzo d’Adda, sui confini del parco Adda Nord. Per i meno sportivi, il percorso ha anche il vantaggio di poter essere abbreviato di qualche chilometro sfruttando la metropolitana che corre vicina alla pista ciclabile fino alla periferia di Milano (fermata Gorgonzola). 


3 Ciclabile Val Pusteria (Trentino Alto Adige)

castello di Brunico in Val Pusteria
Il castello di Brunico in Val Pusteria
(Copyright: mrcmrc)

Per chi ama i paesaggi montani ma non ha le gambe di Pantani, la pista ciclabile della Val Pusteria è un’opzione perfetta: 61 chilometri con un dislivello di poco più di 400 metri che va da Rio Pusteria (777 metri sul livello del mare) a San Candido (1173 m). Un tracciato fra prati, boschi e paesini che si snoda all’ombra dei picchi delle Dolomiti ma può essere tranquillamente affrontato anche da principianti. E se, nonostante questo, l’altitudine e le salite continuano a spaventarvi, tenete in considerazione che in Trentino si possono affittare facilmente bici a pedalata assistita, e che la via del ritorno si può fare in treno, con apposito vagone per trasporto bici.

4 VenTo

Fra i sogni delle ciclovie che verranno c’è quella di VenTo, un percorso che parte da Venezia e raggiunge Torino lungo 679 chilometri di terreno demaniale, prevalentemente seguendo gli argini del Grande Fiume. Un progetto che nasce da un’idea del team del professor Paolo Pileri del Politecnico di Milano e mira a realizzare un’infrastruttura leggera per un turismo lento e una “mobilità dolce”. Dopo decenni di oblio e angherie, il Po merita di essere riscoperto pedalata dopo pedalata, con gentilezza, come si faceva nel Grand Tour. Questa ciclovia ne darebbe l’occasione a migliaia di persone. Anche sulla base del successo delle grandi ciclovie europee, VenTo prevede di raggiungere, una volta messo in sicurezza l’intero percorso, il mezzo milione di passaggi l’anno, con un indotto di 100 milioni di euro l’anno e la creazione di 2000 nuovi posti di lavoro. La scorsa estate il progetto ha ottenuto il sostegno ufficiale del governo: il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha annunciato che VenTo si farà. Non resta che attendere.