Continua il nostro giro per l’Italia in sella alla bicicletta, che abbiamo iniziato qui. 

Oggi vi raccontiamo altre 3 piste ciclabili e ciclovie esistenti e un progetto futuro.

1 Ciclabile del Mincio (Lombardia)

Ponte Visconteo, Valeggio sul Mincio
Ponte Visconteo, Valeggio sul Mincio

Lungo il fiume Mincio, fra Peschiera del Garda e Mantova, c’è un'altra bella pista ciclabile: un nastro d’asfalto di 43 chilometri leggermente ondulato, adatto a tutta la famiglia e pieno di soste interessanti sia per i panorami che per i peccati di gola. L’itinerario ripercorre uno dei lati del famoso quadrilatero fortificato costruito dagli austriaci nel XIX secolo. Si parte sulla riva destra del Mincio per poi attraversare su quella sinistra in prossimità del castello scaligero di Valeggio. Si passa attraverso Borghetto, piccolo centro famoso per i mulini ad acqua e per le rovine del ponte visconteo. Nel tratto finale, la pista si discosta dal fiume inoltrandosi lungo i canali che irrigano la pianura prima di entrare in Mantova.

2 La ciclovia Svizzera-Mare (Piemonte-Liguria)

Isola Bella, Lago Maggiore
Isola Bella, Lago Maggiore

Quando gli itinerari comprendono strade a bassa percorrenza aperte alle automobili, vengono denominate ciclovie. La più famosa fra queste porta dal Cantone Ticino svizzero alla Riviera ligure dei fiori, attraversando ben sei province piemontesi. È un percorso di 500 chilometri adatto a chi ha più giorni di vacanza e ha voglia di sperimentare il vero cicloturismo. Parte dal Lago Maggiore degradando in pianura per attraversare il “mare a specchi” delle risaie del vercellese. Risale poi sui colli del Monferrato alessandrino, costeggia le Langhe, s’infila nella valle del Tanaro e scala le Alpi marittime per ridiscendere lungo i crinali terrazzati a vitigni e ulivi della Liguria e raggiungere l’entroterra di Imperia, da cui si gode di una splendida vista sul Mediterraneo e si pedala lungo il tracciato dell’ex ferrovia che corre a ridosso del lungomare. Più che un’unica pista ciclabile è una rete di tracciati, su cui le cittadine protagoniste puntano molto: a Casale Monferrato, ad esempio, il mercato ortofrutticolo ormai in disuso diventerà ostello e ciclo-officina per ospitare i cicloturisti in arrivo.

3 Ciclabile Pesaro-Fano (Marche)

Litoranea di Pesaro
Litoranea di Pesaro

È partito con l’obiettivo pragmatico di alleggerire il traffico motorizzato in prossimità della riviera e degli stabilimenti balneari. Ma si è trasformato nel giro di breve in un successo che ha rivoluzionato la mobilità sul litorale della provincia di Pesaro, diventando una delle infrastrutture più amate da turisti e residenti. La bicipolitana Pesaro-Fano è così vicina al mare che a volte la sabbia arriva a ricoprire parte del manto di asfalto colorato. Non è lunga (12 km circa) ma permette di pedalare senza perdere mai d’occhio la battigia, con l’odore di salsedine nelle narici e l’opzione di un bagno sempre a porta di mano. Nella metà più vicina alla città della Fortuna, la pista è anche dotata di lampioni che la illuminano di notte. Unica raccomandazione: data la vicinanza alla spiaggia, la pista è spesso attraversata da gente diretta al mare, che tende a non prendere in considerazione le bicilette che passano.

4 Ciclovia Adriatica

Trieste, Piazza Unità d'Italia
Trieste, Piazza Unità d'Italia

La ciclabile Pesaro-Fano fa parte di un progetto più ampio in gran parte ancora da realizzare, quello della ciclovia Adriatica che collega Trieste con Santa Maria di Leuca: l’idea prevede un percorso di 1100 chilometri di tracciato dedicato che, se realizzato interamente, rappresenterebbe la pista più lunga d’Italia e un prezioso filo conduttore alla scoperta del nostro Paese: dalle lagune settentrionali agli ulivi secolari del Salento, scendendo lungo una delle riviere più famose d’Europa. L’idea nasce da una proposta della Federazione Italiana Amici della Bicicletta sposata dalla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Teramo e mira a integrarsi con la rete di ciclabili europee EuroVelo. D’altronde il percorso si presta facilmente al cicloturismo: è quasi tutto pianeggiante tranne che nel tratto fra Chieti e il Gargano e comprende parecchi chilometri di ex ferrovia costiera che aspettano solo di essere trasformati in ciclabile. Il progetto prevede la cooperazione d’istituzioni, associazioni e cittadini. Un’impresa difficile che prometterebbe, però, di trasformare un semplice percorso ciclabile in volano per lo sviluppo sostenibile del territorio.