Oggi festeggia 2 anni Agol – Associazione Giovani Opinion Leader, un gruppo di giovani professionisti che operano nel mondo della comunicazione, dei public affair e delle istituzioni, che Coca-Cola conosce sin dalla fondazione e con cui ha avviato una solida e stimolante collaborazione.

Approfittiamo di questa occasione per fare un bilancio su cosa significa lavorare nel mondo della comunicazione oggi e su come è cambiata la professione del comunicatore negli ultimi anni, insieme a Patrizia Rutigliano, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione di Snam, Vittorio Cino, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Coca-Cola Italia, Claudio Velardi, giornalista e saggista, esperto di comunicazione e lobbying.

La comunicazione è un’area di cruciale importanza, sia in una grande azienda, sia nelle istituzioni, sia in realtà più piccole”. Spiega Vittorio Cino. Quella del comunicatore è una professione specifica, diversa dal marketing – seppur in costante dialogo con esso – che ha come obiettivo il rafforzamento della reputazione e delle relazioni con i cosiddetti “portatori di interessi” (stakeholder), a vari livelli: istituzioni, opinion leader, media, consumatori”. Gli ambiti in cui, in azienda, ci si trova a concentrare maggiormente i propri sforzi sono i public affair (dalla governance ai rapporti con il territorio), la Corporate Social Responsibility, la relazione con gli organi di informazione e, soprattutto negli ultimi anni, i social media.

Lo scenario in cui si muove il professionista della comunicazione è in costante mutamento, accelerato dalla rapida diffusione ed evoluzione del web.  

Patrizia Rutigliano

Lavorare nella comunicazione significa studiare sempre, tutta la vita”, racconta Patrizia Rutigliano. “Vuol dire creare e rafforzare rapporti con gli stakeholder strategici, utilizzando approcci e linguaggi diversi a seconda del proprio interlocutore, nel rispetto del messaggio. Significa avere un approccio a lungo termine al business, creando valore. Per farlo sono necessarie competenze specifiche e incrociate, che seguono lo sviluppo tecnologico, ma anche l’evoluzione normativa”.

In questo scenario, secondo Claudio VelardiIl comunicatore dev’essere un bravo surfista, capace di prendere l’onda al momento giusto, nell’istante esatto in cui si presenta. Deve poi saperla cavalcare avendo sempre presente dove sta andando, indicando una strategia. Un bravo professionista della comunicazione ha doti e capacità tecniche, ma è soprattutto un consulente strategico, che indica la direzione da prendere”.

La relazione interpersonale è al centro del lavoro del professionista della comunicazione.

Per Patrizia Rutigliano “La creazione di una rete di rapporti è un impegno imprescindibile in questo mestiere. È però fondamentale anche sapere come gestirla e alimentarla, con rapporti biunivoci, reciproci e continui. Questo significa anche tenere conto dei riscontri che ci arrivano dal mondo esterno”.

Claudio Velardi

Aggiunge Velardi: “La comunicazione vive e si alimenta di una scienza moderna che è la psicologia cognitiva, che si intreccia con l’economia comportamentale. Il consumatore non è più visto con l’occhio dell’economia classica, che fa leva sui suoi comportamenti razionali. La dimensione psicologica è cruciale, non solo per la comunicazione di consumo, ma anche per quella istituzionale e politica. È qui che diventa centrale il valore della relazione umana. Che si tratti di una persona singola o di una grande azienda, bisogna capire il proprio interlocutore e costruire una relazione personale, che ci aiuti anche a capire come cambia il mondo al di fuori dell’organizzazione in cui lavoriamo”.

La creazione e l’arricchimento di una rete di relazioni è anche il punto di forza di Agol.

Per Patrizia Rutigliano “Agol ha avuto la capacità di inserirsi in una fase di profonda trasformazione e necessario adattamento del mondo della comunicazione, lavorando a 360 gradi sull’interazione con i pubblici di riferimento: professionisti, media, decisori pubblici, CEO aziendali. Hanno un approccio molto innovativo, dato anche dall’entusiasmo dell’avvio alla professione”. L’augurio e la raccomandazione per il futuro: “continuare a evolvere in base alle esigenze dei propri iscritti, a essere un punto di riferimento, offrendo nuovi interessi e servizi, come iniziative di formazione e think tank, che siano occasioni di condivisione e di continuo stimolo”.

I professionisti di Agol sono giovani, sono guidati da una spinta di rinnovamento generazionale molto forte”. Aggiunge Claudio Velardi. “Hanno messo al centro del loro lavoro il valore delle reti relazionali, promuovendo una nuova generazione di classe dirigente capace di costruire, ampliare e fortificare le sue reti. Per il futuro, sarà importante non “sedersi sugli allori”, limitandosi a gestire il successo raggiunto in questi due anni, ma andare sempre in cerca di nuove sfide, aprirsi a nuove persone, linguaggi, tematiche. Mantenere una corposa e feroce curiosità nei confronti di quello che succede nel mondo e di ciò che di nuovo si manifesta”.

Vittorio Cino

 “Agol ha saputo creare occasioni di reale incontro fra giovani talenti e importanti realtà italiane, che li hanno messi alla prova in progetti che rispecchiano le vere esigenze delle aziende”, commenta Vittorio Cino. “Auguro a questi giovani professionisti di continuare a guardare al futuro con ambizione e concretezza, come hanno già saputo fare e dimostrare in soli due anni”.