Dopo le rivolte razziali di Detroit e il tragico assassinio di Martin Luther King alla fine degli anni ‘60, Robert Woodruff, il Presidente e Amministratore Delegato di Coca-Cola, insieme ai vertici del marketing decise che era arrivato il momento di fare qualcosa che l’azienda non aveva mai fatto prima: mostrare insieme afro-americani e bianchi in una pubblicità Coca-Cola.
Nel 1969, il fotografo Jay Maisel immortalò a New York un gruppo di ragazzi, neri e bianchi insieme. Nello scatto, che Coca-Cola utilizzò per anni a seguire nella pubblicità a stampa e in video, gli adolescenti appaiono seduti su una panchina, rilassati e sorridenti, mentre condividono un momento di felicità con una Coca-Cola in mano.
Oggi ci appare del tutto normale, ma allora non era così.
Guardando con attenzione la foto, si nota che, in realtà, i ragazzi sono seduti su una panchina riservata ai neri.
Coca-Cola aveva quindi deciso di ribaltare la situazione e di affrontare i tabù in maniera diretta: i protagonisti sono seduti fianco a fianco su un simbolo delle barriere imposte dalla segregazione razziale. La pubblicità, nota come “Boys on a Bench” (ragazzi su una panchina), era ed è ancora oggi una grande manifestazione, da parte di Coca-Cola, a favore della condivisione e dell’inclusione.