Partecipare ad un concerto live è una straordinaria emozione a cui molti non vogliono rinunciare. Sarà anche per questo motivo che gli eventi dal vivo si moltiplicano e attirano sempre più spettatori. La musica live, la voglia di vedere un artista esibirsi a poca distanza, l'adrenalina e le emozioni che solo un evento del genere è in grado di regalare, sono insostituibili.

Di tutto questo - e non solo - abbiamo parlato con Daniele Salomone, direttore editoriale di Onstage, che ci ha raccontato il suo punto di vista sull'evoluzione degli eventi dal vivo degli ultimi anni.

 

“Com'è cambiato il mondo degli eventi musicali dal vivo negli ultimi anni?”

Il cambiamento principale degli ultimi dieci anni è che gli artisti viaggiano molto di più e suonano molto di più rispetto a un tempo. Questo è senz'altro l'aspetto più decisivo ormai da tanti anni. Artisti che prima organizzavano un tour ogni tre/quattro anni adesso suonano tutti gli anni. Artisti che prima facevano una tournée e poi si fermavano, oggi ne fanno una e subito dopo un'altra ancora e si esibiscono in posti all'aperto, al chiuso, nei teatri e poi in singoli eventi. Di certo, quindi, è aumentato il numero di concerti per ogni singolo artista. C'è ancora chi può permettersi di prendere delle pause ma tendenzialmente il trend, da molti anni, è questo. E tale cambiamento vale sia per gli artisti italiani sia per quelli internazionali”.

 

I concerti e la musica dal vivo sono cambiati molto nel corso degli anni: da semplice esibizione live dei cantanti a vero e proprio show di entertainment a 360 gradi che implica la nascita di veri e propri team creativi con un’esperienza specifica. Cosa consiglieresti a chi vuole lavorare nel mondo dell’entertainment musicale?”

È ormai da trenta/quarant'anni che i grandi concerti sono concepiti come veri e propri show dal vivo. Il trend è già cambiato negli anni Ottanta, soprattutto grazie alla tecnologia. Perché è soprattutto quella che ha permesso agli spettacoli dal vivo di crescere e di diventare più coinvolgenti, in particolare per quello che riguarda le immagini e l’acustica... negli anni Sessanta, ad esempio i sistemi di amplificazione erano infinitamente meno potenti di quelli attuali e dunque i volumi erano decisamente più bassi di quelli che possiamo permetterci oggi. Per quanto riguarda i team creativi, questi ultimi dipendono senz'altro dal budget a disposizione dell'artista perché poi in base a questo ci si può permettere di lavorare con creativi più o meno quotati. Ovviamente si tratta anche di una questione di attitudine: magari c'è chi preferisce investire nell'aspetto acustico, c'è chi preferisce investire cercando sempre di innovare... e da quest'ultimo punto di vista anche in Italia abbiamo artisti che cercano sempre di portare qualcosa di nuovo, anche sperimentando tecnologie innovative che non sono ancora del tutto standardizzate. In genere chi si occupa di visual lo fa a 360 gradi, non solo con il mondo della musica. Pochi però riescono a lavorare esclusivamente con il mondo della musica e, ad un certo livello, in genere sono i musicisti stessi a cercarli e dare vita alla collaborazione, perché magari interessati alle loro idee e a ciò che creano a livello visivo”.

 

Le nuove tecnologie, come smartphone e internet, che influenza hanno avuto sugli eventi live?”

La rivoluzione più grande è stata che tutti vedono tutto. Gli smartphone e internet hanno cambiato quello che esce da un luogo in cui si fa un concerto, perché è tutto documentato. Inutile anche provare ad arrestare questo fenomeno, degli smartphone soprattutto. Qualcuno ha provato a fare un po' resistenza (soprattutto per la tutela del diritto d'autore, ndr) ma ormai gli artisti si sono abituati a tutto questo. È inutile combattere qualcosa che non si può arrestare. E sta di fatto, comunque, che un concerto resta un evento le cui emozioni dal vivo non si possono di certo riprodurre con nessun altro mezzo. Le nuove tecnologie, che permettono a ognuno di documentare la propria esperienza personale agli eventi di musica live, non hanno influito sulla partecipazione.  La gente continua ad andare ai concerti e alcuni artisti hanno anche provato a interagire con il pubblico proprio grazie alla tecnologia e con alcune app in particolare. Sta di fatto che a determinare come va un concerto restano la musica e lo scambio di emozioni tra artista e pubblico. La presenza di chi fotografa o riprende di certo non va ad inficiare questo aspetto, quando l'artista e le canzoni piacciono”.

 

 “Il numero di eventi live e di spettatori ai concerti, è aumentato negli ultimi anni?”

Direi che il numero degli eventi organizzati sia aumentato, anche perché fioriscono festival e manifestazioni simili. E in Italia, da questo punto di vista, c'è sempre una grande offerta. Per quanto riguarda il pubblico, quello che posso dire e che notiamo noi addetti ai lavori, come accade anche in altri settori, una concentrazione verso l'alto. Ci sono pochi artisti grandi che vanno molto bene e gli artisti 'più piccoli' che fanno più fatica. Ma questo dipende sempre dal singolo artista. In questi primi sei mesi del 2017 abbiamo assistito a casi di artisti che hanno fatto un exploit – in termini di biglietti venduti – che magari nessuno si aspettava, crescendo in modo molto evidente. Altri artisti, invece, hanno fatto più fatica”.