I primi anni del nuovo millennio saranno ricordati anche per i grandi flussi migratori. Negli ultimi anni, oltre un milione di rifugiati e migranti hanno compiuto un pericoloso viaggio attraverso il Mar Mediterraneo fino in Europa. Uno su quattro era un bambino. Quella a cui stiamo assistendo è una delle più grandi migrazioni attraverso i confini europei dalla Seconda Guerra Mondiale.

Una volta superata la fase di primo soccorso, il bisogno è quello di supportare queste persone nel processo d’integrazione culturale e socio-economica.

L’integrazione, infatti, resta lo strumento più efficace per trasformare questa complessa sfida in un’opportunità per tutti attraverso la promozione della pacifica convivenza, uno degli obiettivi più importanti sia per i migranti, sia per le società dei Paesi ospitanti.

Davanti a un fenomeno di queste proporzioni, e in linea con la sua filosofia di inclusione, The Coca-Cola Foundation, il braccio filantropico di The Coca-Cola Company, ha deciso di fare la sua parte finanziando Caritas Italiana e il programma PIER – acronimo di Protection, Integration and Education for Refugees – al fine di rafforzare le attività di accoglienza e integrazione dei rifugiati e richiedenti la protezione internazionale.

L'iniziativa è un’occasione per promuovere un’accoglienza organica, che tenga conto dei bisogni delle singole persone e delle loro famiglie e riaffermi la centralità dell’inclusione sociale. Concetto, quello di inclusione sociale, che Coca-Cola sostiene a 360 gradi anche in Italia: dagli Special Olympics, in cui lo sport diventa strumento d’inclusione per atleti con disabilità intellettive a Social Farming, progetto di formazione per giovani, donne e immigrati che mira a formare nuove figure specializzate per la promozione del comparto agrumicolo siciliano.

Coca-Cola è convinta che l’inclusione, comunque sia declinata, sia portatrice di cambiamenti positivi

Data l’ampiezza e la dimensione europea dell’attuale ondata migratoria, The Coca-Cola Foundation ha voluto dare al programma PIER un carattere internazionale, coinvolgendo Italia, Grecia e Austria, tre Paesi particolarmente interessati dal fenomeno.

Il progetto italiano 

Il progetto italiano, realizzato sotto la supervisione di Caritas Italiana, oltre a distribuire kit di prima necessità alle navi di soccorso e nei porti di sbarco, fornisce ai rifugiati strumenti concreti per facilitare l’incontro con la nostra cultura: corsi di lingua italiana, interventi di supporto psicosociale, sostegno nella ricerca di soluzioni abitative, assistenza legale e borse d’inserimento nel mondo del lavoro.

Il progetto negli altri Paesi

In Grecia il programma ruota attorno a servizi di prima accoglienza di bambini e adolescenti, supporto legale e psicologico e attività educazionali svolte in due centri ad Atene e Salonicco, con il coordinamento dall’associazione Arsis.

Infine in Austria, dove il progetto realizzato in collaborazione con Caritas Austria prevede l’organizzazione di “Lerncafés”, corsi pomeridiani di lingua aperti a migranti e richiedenti asilo.

Il contributo di The Coca-Cola Foundation

Il contributo complessivo per il progetto PIER si attesta sui 2.3 milioni di euro in due anni, con un supporto al programma italiano che sfiora i 700mila euro in 24 mesi. Coca-Cola conferma il suo impegno nell'andare incontro ai bisogni delle comunità in cui opera, dando prova che dalla collaborazione fra istituzioni, associazioni e privati possono nascere nuove opportunità a beneficio di tutti cittadini.