Si tratta di una bacheca virtuale dove chiunque può lasciare un messaggio di 140 caratteri, che tutti possono vedere, tramite computer o telefonino. Una ricetta semplice: messaggi istantanei multidirezionali, un diario aperto che si costituisce di nota in nota, come una telecronaca; l’apoteosi del comunicare per comunicare”. Così lo definisce l’Accademia della Crusca, che inserisce “twittare” tra i neologismi della lingua italiana.

In questi 10 anni, Twitter ha cambiato il modo in cui raccontiamo le storie e il modo in cui le fruiamo: è da questo che è partito Mark Little, vicepresident media Europa e Africa, per fare il punto sullo stato di salute della più famosa piattaforma di microblogging e darci qualche indicazione su quale sarà il suo futuro.

Negli anni Twitter è cresciuto: sono scomparse le anteprime delle foto di Instagram, sono arrivati i filtri, le emoji, poi le gif, i video in loop di Vine e le dirette di Periscope. Lo scorso anno sono stati lanciati anche Moments e i sondaggi, mentre a novembre i cuori hanno sostituito le stelline per indicare i contenuti preferiti. É cresciuto ma non è cambiato: la chiave del successo di Twitter resta ancora quello che Little definisce “The power of NOW, ovvero il coinvolgere “in diretta” i propri utenti.

Il cerchio magico di Twitter


il cerchio magico di Twitter

“Pensa prima di pubblicare”: sembra dirci questo il ciclo di vita di un post. E si parte proprio dall’importanza di “scovare” dei contenuti interessanti.

Negli anni, gli addetti ai lavori hanno gioito dell’arrivo di tool come TweetDeck, che consentono di monitorare le conversazioni in tempo reale, creare un’esperienza personalizzata sul social, programmare la pubblicazione di tweet, organizzare ed esportare timeline personalizzate, condividere account, tracciare liste, ricerche, attività o hashtag e fare molto altro ancora, tutto in un’unica interfaccia, semplice e piacevole.

Ma anche saper razionalizzare e organizzare, ovvero poter individuare le notizie e i contributors più rilevanti e autorevoli. Da qui nasce Moments, la funzione che offre una selezione delle migliori notizie e delle più importanti discussioni che avvengono su Twitter, aggiornate in tempo reale da un team dedicato.

Terzo elemento del cerchio magico è quello di creare dei contenuti rilevanti per la community: da qui l’integrazione con le Gif, Vine e Periscope.

Solo alla fine, puoi premere il tasto “Tweet”! Come ha fatto Jack Dorsey il 21 marzo 2006.

Quindi quale futuro per la piattaforma che ogni mese coinvolge più di 320 milioni di active user e raggiunge oltre 500 milioni di visitors?

Secondo Mark Little, “Twitter deve diventare più Twitter”. Deve cioè restare fedele alla sua cultura del NOW, confermandosi come una piattaforma dove singoli cittadini, imprese e istituzioni posso condividere (in totale sicurezza) contenuti rilevanti per la comunità.

The power of NOW

Deve ascoltare i suoi utilizzatori, ingaggiandoli nelle conversazioni e diventando a sua volta un servizio pubblico.

Ma Twitter deve anche diventare sempre più uno strumento per le imprese per entrare in contatto con i loro consumatori, con dei contenuti “sul pezzo”.

#TwitterSport

L’importanza dell’unione tra il pubblico e le aziende e di quanto siano utili i contenuti veicolati, anche e soprattutto su Twitter, è stato il focus dell’evento che si è tenuto a Milano qualche settimana fa, intitolato #TwitterSport, condotto da Fabio Caressa.

Lo sport è sinonimo di emozioni e grandi emozioni e volumi di conversazioni rilevanti rappresentano un’opportunità fondamentale per le aziende che vogliono avvicinare il proprio marchio al mondo sportivo e ai suoi valori di condivisione, gioco di squadra e fair play.

Basti guardare i numeri che sono emersi dalla serata: il 93% degli utenti di Twitter in Italia è interessato allo sport e l’80% usa Twitter per trovare informazioni sportive in tempo reale.

Più del 70% degli utenti si dice già emozionato per Euro 2016, mentre l’80% dell’utenza italiana userà Twitter durante Rio 2016 per trovare contenuti in diretta.

Anche i volumi delle conversazioni confermano l’abitudine degli italiani di vivere lo sport con Twitter.

Le conversazioni sulla Serie A hanno superato gli 11 milioni nel 2015. Sono già stati pubblicati più di 900 mila Tweet in Italia sulla Champions League, con una prospettiva di più di mezzo milione per la finale di giugno.

Questo non ha fatto altro che confermare quanto Twitter sia uno specchio della società contemporanea.

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