L’estate scorsa Luca Fusco, un bambino di dieci anni, ha affidato alle acque del Long Island Sound (un canale naturale dell'Oceano Atlantico nord-occidentale compreso tra la costa del Nord America e l'isola di Long Island in prossimità di New York) una bottiglia di vetro di Coca-Cola, all’interno della quale ha inserito un semplice foglio, scritto a matita e datato nell’angolo superiore destro.

Il piccolo non poteva immaginare che la bottiglia sarebbe approdata nella vita di più persone e che avrebbe continuato a galleggiare molto a lungo. 

Dopo aver visto una bottiglia di Coca-Cola nel supermercato di Stratford, in Connecticut, dove vive, Luca ha ricordato il progetto scolastico “Messaggio in bottiglia” della sua insegnante di arte di terza elementare, e ha deciso di provare a spedirne uno, affidandolo all’acqua.  Così, ha scritto qualche riga su un semplice foglio di carta: “Voglio vedere dove andrà a finire questa bottiglia”. Con l’aiuto del papà, Luca ha bruciato i bordi del foglio di carta con un fiammifero per “farlo sembrare antico”. 

Il messaggio di Luca
Il messaggio originale scritto da Luca di suo pugno su un foglio a righe

Un giorno della fine di agosto dell’anno scorso, Luca si è spinto sul pontile nei pressi della casa al mare della sua famiglia a Stratford, e ha lanciato la bottiglia in acqua, sperando che la corrente la portasse via.

Volevo che andasse lontano lontano. Che arrivasse a Long Island, e magari anche oltre…” ricorda tutto eccitato.

In un primo tempo, intorno alla bottiglia si sono creati dei vortici che poco dopo gliel’hanno riportata indietro, ma al secondo lancio la bottiglia è scomparsa nel blu.

Quattro giorni dopo, Luca ha trovato nella sua casella di posta elettronica un messaggio proveniente da una signora residente a Stratford.

Luca pesca con suo padre
Luca a pesca con il papà nei pressi del punto in cui ha lanciato la bottiglia di Coca-Cola nel Long Island Sound 

Il primo settembre, nella festività di Labor Day, la signora Nina Lesiga stava passeggiando da sola in spiaggia di primo mattino quando ha visto risplendere qualcosa sulla battigia. Appassionata ricercatrice di ciò che le acque portano a riva, Nina Lesiga raccoglie ogni sorta di oggetti e piccoli tesori rimasti impigliati tra le alghe e nella sabbia.

Quel bagliore, però, tra altri frammenti di vetro levigati dal mare e le conchiglie, proveniva da qualcosa di diverso dal solito, una bottiglia chiusa da un turacciolo e con un messaggio all’interno. “All’inizio ho esitato un po’, quasi aspettandomi che si sarebbe mossa sotto i miei occhi, tirata da un filo nascosto. Ho pensato a uno scherzo, poi mi sono accorta che non si trattava di niente del genere” ha detto Nina. La signora da sempre sognava di trovare un giorno un messaggio in bottiglia portato dalla marea, ma non ha mai creduto che potesse capitarle davvero. “Mi sono sempre chiesta: quante possibilità ci sono che mi accada una cosa del genere?”.

Senza uno smartphone o una macchina fotografica a disposizione, Nina non ha avuto modo di immortalare quel momento. Poi si è resa conto di non voler aprire la sua scoperta da sola e si è guardata intorno, alla ricerca di qualche passante mattutino. “La mia prima reazione è stata quella di non aprire subito la bottiglia, ma di condividerne la gioia con altri” ha detto. Così si è diretta verso un gruppetto di persone in presenza delle quali ha aperto la bottiglia, e quel momento di felicità è diventato un’occasione di scambio empatico tra Nina e tutti i presenti, che fino a quel momento non si erano mai conosciuti.

Alcuni giorni dopo, Nina ha spedito un messaggio di posta elettronica a Luca, e lui le ha risposto subito. Anche se la bottiglia affidata alla corrente tutto sommato ha percorso poco meno di un chilometro rispetto al punto nel quale era stata lanciata in acqua, Luca è rimasto contentissimo che qualcuno l’avesse trovata.

In questo mondo nel quale tutto è gestito dalla tecnologia” ha detto Nina, “sapere che un bambino trascorre del tempo a fare qualcosa senza strumenti tecnologici mi è parso bellissimo”, e ha deciso di continuare a tenere in movimento quella “catena della felicità che si era venuta a creare. “Ho avuto voglia di rispedirgli indietro come un boomerang la felicità che mi ha regalato quando ho trovato la sua bottiglia” ha aggiunto. Nina ha scritto anche lei un messaggio e lo ha infilato nella bottiglia di Coca-Cola insieme all’originale del bambino. 

La lettera di Nina Lesiga
La lettera scritta a mano da Nina Lesiga, poi inserita nella bottiglia prima di riaffidarla alle acque del Long Island Sound 

Nina ha studiato l’orario delle maree per capire quando l’acqua sarebbe defluita, e ancora una volta la bottiglia è stata portata via dalla corrente. Poi, per un po’, Nina non ci ha più pensato.

Alcune settimane più tardi, Dennis e Denise Eyler stavano facendo una tranquilla passeggiata in un tratto deserto di arenile tra il Porto e il Long Island Sound di Port Jefferson, New York.

Da decenni la coppia perlustra la spiaggia nelle ore giuste, quando l’alta marea si è ritirata, alla ricerca di pezzetti di vetro levigati e di oggetti preziosi. In alcune occasioni i due hanno avuto fortuna e hanno trovato qualche moneta, una volta addirittura una banconota da 20 dollari. Quella mattina di settembre, però, hanno avvistato la bottiglia di Coca-Cola seminascosta da un ammasso di alghe.

Pur essendo parzialmente piena di acqua, al suo interno la bottiglia custodiva intatti i due messaggi arrotolati. Dennis e la moglie l’hanno portata a casa con grandi aspettative e l’hanno lasciata in garage ad asciugare. Dopo molte settimane durante le quali i fogli si sono afflosciati, però, era ancora impossibile estrarli dalla bottiglia, avendo assunto la conformazione curva del vetro. A Dennis non è rimasto altro da fare che rompere la bottiglia e prelevare i messaggi di Luca e di Nina.

Poco tempo dopo Nina ha ricevuto un messaggio di posta elettronica riportante nella casella “oggetto” la parola “Bottiglia”, e due allegati con le scansioni dei messaggi originali affidati alla corrente. Dennis e Denise hanno quindi deciso di far navigare ancora una volta la bottiglia, ma essendo sopraggiunto il mese di ottobre, e avvicinandosi il freddo invernale, la coppia ha deciso di attendere il ritorno della bella stagione. 

Messaggio in bottiglia

Giunto il momento di rimettere in moto la catena della felicità, a Dennis occorreva una nuova bottiglia. Dal bidone per il riciclo del vetro ha prelevato una bottiglia della serie “Share a Coke” (“Condividi una Coca-Cola) , e ci ha infilato tre messaggi e alcuni frammenti di vetro levigato dal mare. Dopo aver legato un nastro attorno al collo della bottiglia, l’ha lanciata ancora una volta nelle acque di Long Island. “Abbiamo lanciato la bottiglia di Coca-Cola in acqua nello stesso punto nel quale l’avevamo trovata” ha detto Dennis. Per il momento, la coppia non ha avuto notizie in proposito, né ha idea di dove possa essere finita: per adesso la bottiglia della felicità è sicuramente in acqua, da qualche parte.

Il Long Island Sound ha correnti molto strane. Ci sono alcuni punti nei quali l’acqua gira in tondo creando gorghi” spiega Dennis che va spesso in barca su quel canale da quando è bambino. Forse, la bottiglia rimarrà sepolta da qualche parte o forse, chissà, potrebbe saltare fuori tra qualche anno. “Prima o poi qualcuno la troverà” dice fiducioso. 

La bottiglia di Coca-Cola che galleggia
La bottiglia di Coca-Cola galleggia nel Long Island Sound 

Dopo tutto, prima di essere rinvenuta dagli Eyler, la bottiglia di Luca ha navigato per oltre 29 chilometri, galleggiando nell’acqua. Luca crede che possa finire ovunque e la cosa continua a rallegrarlo. Per Nina la storia della bottiglia è fonte di ispirazione e continua a raccontarla a tutti per condividere questa emozione. “Di prima mattina, in spiaggia, chiunque può imbattersi nella felicità. Questo esempio di riutilizzo di una bottiglia di Coca-Cola è servito a mettere in contatto tra loro perfetti sconosciuti, portando felicità a molti” osserva Nina, alla quale questa vicenda ha insegnato a sognare in grande, con lo stesso spirito col quale il bambino aveva immaginato che la sua bottiglia un giorno sarebbe stata trovata da qualcuno.

Trish Fusco, la mamma di Luca, non si sarebbe mai immaginata che quel passatempo avrebbe avuto una simile ricaduta. “É davvero singolare pensare che i dieci minuti nei quali Luca ha preparato il messaggio per la sua bottiglia si siano trasformati in un anno intero di piccole gioie ed entusiasmi per molte persone. La bottiglia è andata lontano. È un dono che continua a moltiplicarsi. Luca non è del tutto consapevole della gioia che ha portato agli adulti, ma perfino una cosa così semplice può risollevare lo spirito delle persone e infondere loro la speranza che un giorno si possano realizzare le cose che temono siano irrealizzabili. Luca è soltanto un bambino: per il momento non si rende conto dell’effetto positivo a cascata della sua iniziativa”.