Wikimedia, la fondazione istituita da Wikipedia, ha lanciato il programma WikimediaZero per dare accesso gratuito e universale alla più famosa enciclopedia online e alle sue pagine sorelle senza incorrere in costi di traffico dati, grazie ad alcune partnership con gli operatori telefonici. Al momento il programma è attivo solamente in paesi in via di sviluppo - in Africa, America Latina ed Asia - ma l’obiettivo è raggiungere una copertura a livello mondiale.

Alla base di questo ambizioso progetto c’è la convinzione che lo scambio di informazioni e di conoscenze sia alla base del progresso e che oggi, grazie a internet, abbiamo tutta la conoscenza disponibile a portata, letteralmente, di mano. Ciò ha delle ripercussioni enormi sulla vita quotidiana di miliardi di persone e ha potenzialmente il potere di incidere ancora di più in ogni sfera della vita negli anni a venire: educazione, business, diritti umani, salute, politica... gli ambiti nei quali l’accesso alla conoscenza può fare la differenza sono più di quanti si pensi e fortunatamente le aziende, le organizzazioni e i singoli attivisti sono in numero sempre crescente.

Contrariamente alle aspettative, la rete internet è diffusa in quasi tutto il mondo (salvo qualche rara eccezione, come la Corea del Nord) e molti paesi in via di sviluppo hanno una penetrazione significativamente superiore al credo comune, anche se ancora non sufficiente.

In Italia, seppur il costo del traffico dati sia nettamente inferiore rispetto ad altri paesi, la penetrazione di internet nel 2014 era del 62% (dati Banca Mondiale), al di sotto di ciò che ci sia aspetta per un paese del G8. L’uso del web è significativamente basso e ci sono ancora molte realtà nelle quali 10 euro, il costo medio di un abbonamento, rappresenta una spesa considerevole.

In altri paesi, l’accesso all’informazione può fare la differenza tra il vivere ed il morire. Accesso all’informazione significa educazione, conoscenza, opportunità. Una persona istruita ha maggiori possibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà, è meno incline a sottostare ai soprusi e alle violenze e ha più chances di diventare economicamente indipendente. Per questo motivo Mouhannad Malek ha fondato Syrian Researchers, un sito internet in lingua araba che si occupa di tradurre contenuti scientifici dall’Inglese all’Arabo in un linguaggio comprensibile a chiunque. In pochissimo tempo è diventato il sito in Arabo più letto al mondo, dando la possibilità a migliaia di persone di accedere a conoscenze altrimenti a loro precluse, per motivi linguistici e per mancanza di altre fonti di informazione.

Tuttavia la situazione è lontana dall’essere ideale: miliardi di persone non hanno ancora un mezzo per connettersi alla rete, l’85% dei telefoni venduti può essere connesso alla rete, ma solo il 15% ne usufruisce. Una delle ragioni potenziali è l’incidenza del costo del traffico dati sul bilancio familiare: Wikimedia ha stimato che, al costo attuale del traffico dati in India, un utente medio che legge 20 articoli su Wikipedia al mese può arrivare a spendere l’equivalente di due giorni di stipendio (in Germania sarebbero 250 euro). Questo è uno dei motivi che li hanno spinti a lanciare il progetto WikimediaZero.

Rendere accessibile Wikipedia ha tre importanti implicazioni:

· Disporre di un’enciclopedia online gratuita senza costi nascosti (quelli del traffico dati) che facilita l’accesso all’informazione e all’educazione a migliaia di persone che altrimenti resterebbero tagliate fuori

· Diffondere la cultura dell’educazione e dell’informazione, che spesso sono appannaggio di élite culturali

· Combattere allo stesso tempo la disinformazione e la pseudoscienza, la credenza che qualcosa sia attendibile senza bisogno di consultare le fonti, solo perché online. Wikimedia infatti, pur essendo un’enciclopedia Open Source, alla quale cioè tutti possono contribuire, presta molta attenzione alla qualità dei suoi articoli, che devono citare fonti scientifiche attendibili. Per questo motivo la rivista Nature ha paragonato il suo livello di accuratezza a quello dell’Enciclopedia Britannica. Libertà di informazione, dunque, ma di qualità e lontana da populismi e credenze.

Non solo enciclopedia online, ma una penetrazione al 100% di Internet è l’obiettivo di numerose altre organizzazioni.

La campagna A Human Right, lanciata nel 2010, ha dichiarato Internet un diritto umano universale, che in quanto tale deve essere garantito a ogni cittadino. Se, da un lato, dichiararlo un diritto umano universale può essere fuorviante e controproducente (Internet è un mezzo, la libertà di informazione e di conoscenza sono il fine e sono già sancite nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo), sicuramente l’obiettivo va nella direzione giusta: dare presto accesso, a 7 Miliardi di persone, alla somma di tutta la conoscenza umana.

Costanza Gallo, Vice-Curator, Globals Shapers Rome Hub
Costanza Gallo

Vice-Curator, Globals Shapers Rome Hub

Campaigns and Content Manager per Oracle e Social Media Manager per TEDxRoma. Ho lavorato per Rocket Internet in Asia, Africa ed Europa, e ho conseguito un MSc alla London School of Economics. Appassionata di innovazione e di social entrepreneurship, credo che la tecnologia possa dare luogo ad un mondo migliore. Ho scritto per testate nazionali e internazionali come Panorama, Financial Times. Essere Global Shaper vuol dire far diventare le proprie passioni realtà, e migliorare insieme la realtà che ci circonda.