Il prossimo decennio sarà accolto come “L’era d’oro dei consumatori”, secondo il nuovo rivoluzionario rapporto del World Economic Forum intitolato “Shaping the Future of Retail for Consumer Industries”. In tale nuova era, il settore dei prodotti confezionati assisterà a un cambiamento senza precedenti delle modalità con le quali la gente fa acquisti e di ciò che si aspetta dai settori di produzione.

Con una crescita esponenziale nella disponibilità di varietà di prodotti, qualsiasi problema legato all’esperienza d’acquisto provocherà grande disagio, dato che i consumatori avranno maggiore influenza nell’intera catena di valore. Alcuni aspetti, come la personalizzazione, la semplificazione e la convenienza, diventeranno di importanza cruciale ai fini dell’esperienza della vendita al dettaglio, cosa che per altro si prevede che costituirà il cambiamento più drastico nel panorama dei CPG da decenni a questa parte.

 

In verità, il rapporto “Shaping the Future of Retail for Consumer Industries”, presentato all’Assemblea generale di Davos del World Economic Forum del 2017, afferma che queste forze indurranno cambiamenti nelle modalità di vendita al dettaglio nei prossimi 10 anni ancora più di quanto sia accaduto negli ultimi 40. Perché? Perché l’abbinamento tra acquirenti con poteri sempre maggiori e nuove tecnologie rivoluzionarie provocherà un cambiamento drastico epocale e radicale nel panorama delle vendite al dettaglio e, di conseguenza, anche nelle modalità con le quali i CPG, come quelli di The Coca-Cola Company, arriveranno sul mercato.

 

In qualità di copresidente del Global Future Council on the Future of Consumption del World Economic Forum, collaboro con un’ampia gamma di esperti leader di settore che lavorano in tutta la catena di valore, dai brand di consumo ai venditori al dettaglio, alla logistica, ai pagamenti e alle società tecnologiche che fanno sempre più parte a una o più di queste componenti. Collaboriamo per anticipare e seguire come è necessario questi cambiamenti e queste nuove tendenze. Se è vero che il ritmo del cambiamento può costituire una vera e propria sfida, io incoraggio le aziende a iniziare in ogni caso, meglio prima che poi, e nel rapporto sono riferiti gli esempi di quelle aziende che hanno già saputo cogliere queste occasioni.

 

Certo, l’impatto di questi cambiamenti avrà un notevole effetto di ricaduta al di là dell’esperienza del semplice acquisto. Poiché le multinazionali sono sempre più spesso riconosciute per il loro ruolo fondamentale nella stabilità geopolitica e nel benessere economico, le imprese, il governo e la società civile dovranno allearsi e affrontare in modo efficace le implicazioni sociali della prevista trasformazione della società, per esempio le chiusure dei negozi, le ripercussioni sull’occupazione e il conseguente impatto ambientale provocato dall’evoluzione delle modalità di consumo. Mentre prepariamo le nostre aziende ad affrontare il futuro in un panorama di vendita al dettaglio in grande evoluzione, dobbiamo agire anche in modo tale da garantire risultati positivi per la società e l’ambiente.

 

Nel rapporto si specifica e si chiede ai venditori al dettaglio e ai CPG di adeguare le loro attività in modo tale da poter imboccare con successo in quattro modi la strada per “L’era d’oro dei consumatori”:

 

Portare a una comprensione maggiore e a un rapporto più forte con consumatori che avranno sempre più poteri.

Grazie all’apporto straordinario della tecnologia, scelta e controllo sull’esperienza d’acquisto spingeranno le decisioni dei consumatori tanto quanto altri motivatori tradizionali come il costo e la convenienza. Con questo gigantesco afflusso di scelta e di controllo, la fedeltà ai prodotti diverrà sempre più fragile e il consumatore acquisirà un potere sempre maggiore. Per competere, le aziende dovranno restare agili, innovare di continuo e cambiare radicalmente, abbracciando nuove tecnologie in grado di permettere loro di rispettare gli standard sempre più alti e le aspettative sempre crescenti dei consumatori.

 

Adottare rapidamente le tecnologie in grado di cambiare la situazione.

Nei prossimi dieci anni si prevede che l’internet delle cose, gli autoveicoli a guida autonoma, i droni, la robotica e l’intelligenza artificiale saranno i progressi tecnologici maggiormente trasformativi e rivoluzionari per le aziende interessate alle vendite al dettaglio e il settore dei CPG. Ognuna di queste tecnologie innovative ha molteplici applicazioni nel settore e tutte avranno la capacità di incidere sull’efficienza e la trasformazione del lavoro vero e proprio. Le aziende avranno successo soltanto nella misura in cui sapranno mantenere un’attenzione costante sull’uso della tecnologia per migliorare l’esperienza dell’acquirente.

 

Liberare il potere dei business model trasformativi sia negli spazi fisici veri e propri sia nel digitale.

Nei prossimi dieci anni, la linea che separa mondo online e offline continuerà a farsi sempre più confusa. Mentre si calcola che la penetrazione dell’e-commerce è destinata a crescere e a passare dal 10% di oggi a più del 40%, i negozi tradizionali continueranno a essere il canale che contribuirà in maggior parte agli introiti dei dettaglianti fino al 2026. Tuttavia, la proposta di valore del negozio al dettaglio tradizionale sarà accresciuta dalla capacità del dettagliante di diventare una piattaforma per scoprire, coinvolgere, offrire esperienze e interazione con gli acquirenti, facendo leva sull’aspetto tecnologico per migliorare e incrementare il rapporto esperienziale e sociale con gli acquirenti.

 

Ridefinire e costruire competenze fondamentali per il futuro.

I rivenditori al dettaglio dovranno formare ecosistemi e “coalizione di volenterosi” per soddisfare le nuove aspettative dei consumatori. Prima di tutto, il settore dovrà adottare sempre più la mentalità delle partnership e stringerne a livello intra ed extra settoriale, creando anche partenariati tra settori pubblici e privati, per restare al passo con i rapidi cambiamenti tecnologici e gestirne le ricadute o le conseguenze.

In secondo luogo, il settore dovrà adottare sistemi di delivery innovativi e avanzati che siano redditizi sotto il profilo dei costi, eco-friendly e in grado di rispondere alle esigenze dei clienti.

In terzo luogo, infine, il settore dovrà promuovere la scienza della raccolta dei dati dei consumatori e far leva sui Big Data come motore trainante di un processo decisionale graduale, sistematizzato e più grande lungo l’intera catena di valore.

Come sempre, alle grandi sfide si abbinano grandi opportunità. Legati alla diffusione delle nuove tecnologie ci sono alti costi, e ispirare un cambiamento culturale di grandi proporzioni in un’organizzazione è sicuramente difficile. L’agilità delle aziende e la capacità culturale di adattarsi al cambiamento diventeranno gli elementi di differenziazione tra le varie organizzazioni e i competitor. Le partnership tra pubblico e privato si dimostreranno sempre più importanti a mano a mano che imprese, governi e società civile dovranno proattivamente reagire in modo adeguato all’impatto di questa trasformazione sulla società e l’ambiente, lavorando insieme per arrivare a risultati positivi.

 

Cliccare qui per leggere il rapporto completo del World Economic Forum. 

 

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Elaine Bowers Coventry dirige le iniziative commerciali di trasformazione per The Coca-Cola Company, occupandosi tra altre cose di collaborare con i più grandi clienti globali e le aziende imbottigliatrici partner del sistema Coca-Cola. Ha contribuito a promuovere lo sviluppo della leadership femminile presso The Coca-Cola Company e nel settore CPG come paladina aziendale del Network of Executive Women. Ha anche accelerato il peso dei giovani tramite la sua leadership della partnership di Coca-Cola con i Global Shapers e la creazione di un gruppo di consulenza globale di Millennial nell’ambito di The Coca-Cola Company che ha cambiato le politiche aziendali e ha consentito un tutoraggio trans-generazionale. Elaine ha contribuito in maniera determinante alla stesura del rapporto Future of Retail del World Economic Forum grazie al suo ruolo di copresidente del Global Future Council on Consumption del World Economic Forum.