Patria della paella, Valencia è una delle città spagnole più amate dai giovani. Il centro storico – il Barrio del Carmen - pullula di locali che d’inverno si animano anche a tarda notte, mentre d’estate il cuore pulsante della movida si sposta sul mare. E così negli ultimi anni Valencia si sta rivelando una città vivace, giovane, innovativa ma pur sempre ancorata alle tradizioni. Ne è una chiara dimostrazione proprio il Barrio del Carmen dove i palazzi storici si mescolano all’estro e ai colori della street art, un’espressione artistica che a Valencia è letteralmente esplosa. Incredibile come un quartiere che fino a pochi decenni fa era fatiscente oggi si sia trasformato in una zona trendy, affermandosi tra le mete più interessanti per tutti gli estimatori dell’arte di strada.

La street art a Valencia ha iniziato a prendere piede agli inizi degli anni ’90 grazie a gruppi di artisti - le cosiddette crew – che con la propria creatività iniziarono a stravolgere l’aspetto della città. E così, con la realizzazione di incredibili opere d’arte murale, intere pareti di edifici un tempo decadenti hanno ripreso vita. Le istituzioni pubbliche e i privati, ituendo il prezioso valore della street art e interpretandolo come un mezzo per la riqualificazione cittadina, supportano il lavoro di questi artisti contribuendo alla trasformazione del centro storico in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Per tutti gli appassionati abbiamo realizzato un itinerario che comprende le cinque tappe imperdibili per apprezzare la street art valenciana. Un itinerario da spulciare e sfruttare se avete scelto questa città per le vostre vacanze o se desiderate vincere un viaggio a Valencia con il concorso “Vinci un viaggio con”.

1.       Le opere di Julieta

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 Tra i vari artisti che hanno donato – e ancora donano – colore a Valencia domina una donna, cosa piuttosto insolita nel mondo degli street artist. Il suo nome è Julieta ed è diventata celebre per la particolarità della sua arte, distante anni luce dagli altri writer. Le sue opere sono coloratissime e raffigurano delle bamboline dai tratti orientali. Sebbene le tonalità siano così brillanti, l’espressione delle bambine rappresentate varia: in alcune opere sembra che celino un velo di malinconia, in altre risultano più gioviali, in altre ancora sono leggermente macabre. Una delle più incantevoli opere di Julieta si trova in Carrer de la Corona ed è talmente grande che è impossibile non vederla; basta alzare gli occhi al cielo! Julieta ha realizzato opere ovunque (se ne trova una bellissima anche a Palermo) ma pare che abbia un debole per l’amata Valencia. Difatti, passeggiando per la città per ci si accorge subito che numerose pareti sono dimora di queste bambine dai tratti giapponesi. Se ne trovano altre in Carrer Ripalda, Carrer del Sogues, Carrer de Roteros e persino oltre il Barrio del Carmen. Visitando l’Università di Valencia, infatti, presso la facoltà di filosofia è possibile scovare altre tre bellissime opere di Julieta tra cui una che ricorda molto Frida Kahlo. Che sia un omaggio all’eclettica artista messicana?


1.       Plaza del Tossal

Altra tappa imperdibile per gli amanti del genere è Plaza del Tossal, famosissima per la movida notturna e per le sue bombolette spray. Questa piazza è un po’ un palcoscenico dal momento che in uno spazio piuttosto limitato ospita spettacolari opere di più artisti. Su un lato della piazza spunta irriverente l’opera “Sonrieme serpiente” di Disneylexya. Il suo caleidoscopio di colori fa quasi pensare a un dipinto realizzato dalla popolazione sudamericana e manda in visibilio tutti i passanti. Dal lato opposto, invece, si può ammirare il capolavoro dell’italianissimo Blu e di Escif. Come gli appassionati già sapranno, Blu è un writer marchigiano di fama internazionale (basti pensare che nel 2011 “The Observer” l’ha inserito fra i migliori dieci artisti urbani dell’anno).  Blu è conosciuto per le opere mastodontiche spesso commissionate da enti pubblici per dare colore e riqualificare una particolare zona. Mediante i suoi capolavori, Blu cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche importanti. Solitamente opera da solo, ma in questo caso ha unito il suo estro a quello dell’artista valenciano Escif, che ricorda molto Magritte in chiave contemporanea. Da questa “joint venture” è venuto fuori un favoloso contrasto: la parete realizzata da Escif rappresenta un’auto che precipita dall’ultimo piano di un palazzo mentre quella realizzata da Blu raffigura un Mosè dalla barba gialla e sinuosa. Guardando l’opera con più attenzione ci si accorge che Mosè regge delle Tavole – le Tavole dei dieci comandamenti - su cui è inciso il simbolo del denaro. Possiamo dunque interpretare il murales come una spiccata critica nei confronti del dio denaro che domina la società e ci rende schiavi e avidi. 

2.       Galleria del Tossal

Come se non ci fosse già abbastanza arte in zona, in Plaza del Tossal sorge un altro posto imperdibile per gli street art addicted: la Galleria del Tossal. Quest’ultima ospita quel che resta dell’affascinante muraglia della Valencia araba. Come un bellissimo ossimoro, mescolati alla storia, qui si ritrovano opere di numerosi artisti come XLF, Lolo e Esik. Tra queste domina la scena l’enorme murales di un altro artista italiano, il bellunese Ericailcane, raffigurante un coniglio che tira un pollo per il collo. Sembra che con questa opera stravagante l’artista abbia voluto raffigurare una lotta spietata per accaparrarsi il titolo di migliore ingrediente della paella valenciana, un must della gastronomia locale.

3.       Calle Moret

Un’altra strada consigliatissima è Calle Moret, meglio conosciuta come la calle de los colores, ovvero la strada dei colori. Dimenticate la Cattedrale e Calatrava: ci sono persone che hanno proprio questa strada in cima alla wishlist di cosa vedere a Valencia. Se questa strada è diventata una vera e propria attrazione per i visitatori, il merito è degli artisti locali che si sono impegnati per cancellare il degrado donando un’immagine completamente nuova alla zona. E per farlo hanno immortalato sulle pareti le istantanee del fotografo Antonio Calza, nonché il promotore di questa iniziativa di riappropriazione del tessuto urbano. Tra gli artisti che hanno contribuito a questa gigantesca opera (pensate che conta oltre sessanta metri di creatività e colore) vi sono Zíngaro, il pittore Luis Lonjedo, Deih, Capiflex. 


5. Casa de los gatos


Assieme alla strada dei colori una delle maggiori attrazioni della città è la Casa de los gatos, situata nei dintorni di Calle Museo, dove è ubicato il Centro Culturale del Carmen (ex Accademia delle Belle Arti). Si tratta di una casetta in miniatura dalle tonalità gialle e arancio che è persino dotata di un proprio numero civico: il 9. Impossibile non riconoscerla: è realizzata su una parete color azzurro intenso. La piccola villetta a tre piani emana una tenerezza indicibile, è stata realizzata così minuziosamente che presenta – addirittura – un giardinetto e una specie di patio. La local expert che mi ha accompagnato alla scoperta della città mi ha svelato un segreto: se ci si china per dare una sbirciatina al livello della porta d’ingresso, non è remota l’ipotesi che vi siano dei gattini appollaiati nel cortiletto interno. Mi ha anche raccontato che l’opera è stata realizzata in onore di quattro gattini che non sono riusciti a sopravvivere a una tremenda alluvione che qualche anno fa ha colpito Valencia. Si tratta di un’attrazione decisamente unica e insolita ed è bello pensare che, dopo lo spiacevole accaduto, questa casetta sia stata realizzata per ospitare i gatti in cerca di una dimora. E non è tutto: un’insegna in ceramica rende omaggio ai gatti del Barrio del Carmen ricordando i gattini scomparsi a causa dell’alluvione.

Valencia è tra le destinazioni in palio con Coca-Cola questa estate. Giocare e vincere è semplice con WOAH, su App Store e Google Play 

 

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 Manuela Vitulli – Viaggiatrice seriale con la testa tra le nuvole e i piedi per terra. Travel blogger, freelance writer, appassionata di fotografia. Ha un debole per l'Asia e non potrebbe vivere senza una terrazza vista mare. Il suo blog è www.pensierinviaggio.it