Nessuno deve restare escluso. Nessuno deve rimanere indietro. Tutti hanno diritto a un’occasione di crescita, di riscatto o addirittura di rinascita. La parola chiave è “inclusione” che poi, semplicemente, significa garantire a ognuno, a ogni singola persona, l’inserimento nella società, il posto che gli spetta di diritto nella comunità, anche e soprattutto quando la vita sembrerebbe spingerlo ai margini.

Si parla di persone e non di categorie, dunque si scrive “persone” ma si legge “tutti”: che si tratti di giovani, di donne, di soggetti svantaggiati o di immigrati, non fa nessuna differenza. L’obiettivo è cambiare in meglio il mondo un passo alla volta, usando leve potenti come la formazione e il lavoro, e poi ancora la voglia di stare insieme e lo sport.

C'è per esempio chi in Sicilia, a Catania, tende la mano a coloro che ne hanno bisogno trasferendo le competenze necessarie a mettere in piedi un’azienda agricola, insegnando a creare valore e fare impresa lavorando la terra. E poi, più a nord, a Milano, c'è chi utilizza uno spazio urbano comune, riqualificato grazie al dono di una struttura originariamente realizzata per l'Expo, per ritrovare e rilanciare la vera funzione dei parchi metropolitani: accogliere, far incontrare, unire.

Vera e Stefano ci raccontano due storie diverse, geograficamente distanti, eppure così simili, così facili da mettere a confronto. Vera Leotta è responsabile del coordinamento per “Social Farming, agricoltura sociale per la filiera agrumicola Siciliana”, un progetto di formazione e integrazione di figure specializzate nella filiera degli agrumi in Sicilia, promosso dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia insieme con Alta Scuola ARCES e sostenuto da The Coca-Cola Foundation.

Lo scopo dell’iniziativa è duplice: da un lato creare professionalità capaci di rilanciare l’imprenditoria nella filiera agrumicola (produzione, trasformazione artigianale e turismo relazionale). Dall’altro offrire sostegno alle fasce più deboli, dare nuovi obiettivi a chi è in difficoltà per le ragioni più diverse. Donare speranza ai singoli, mentre si ricostruisce un tessuto produttivo agricolo che è patrimonio di tutti.

Mentre parla Vera è visibilmente emozionata, ma non è la telecamera a spaventarla. A farla vibrare è il ricordo delle persone incontrate grazie al progetto Social Farming, del contatto diretto con loro, del percorso compiuto insieme e della gratitudine che in molti hanno manifestato per questa opportunità. Un sorriso caldo e ampio, gli occhi luminosi, Vera ci restituisce il senso profondo di un progetto che recupera le persone, che gli mette a disposizione un’occasione. E che ci riesce non con la beneficenza, ma insegnando a fare.

Stefano Padoan è coordinatore per ParkMI, un progetto sperimentale di animazione, attività sportive e integrazione costruito intorno al “playground” del parco Robinson a Milano, nella parte fra via Moncucco e via Famagosta. In pratica si tratta di un campo di basket coperto realizzato riutilizzando il padiglione che Coca-Cola aveva istallato all’Expo e che ha ri-costruito proprio con l’obiettivo di donarlo ai cittadini e al Comune di Milano. Una struttura lamellare in legno alta 12 metri, che protegge un campo da basket di dimensioni regolamentari dalle intemperie e sotto la quale - dal giugno al dicembre 2017 - ogni giorno i responsabili di CSI Milano e Acli milanesi animano il quartiere con attività ricreative, ludiche e sportive volte a favorire l’inclusione, grazie ancora al sostegno non condizionato di The Coca-Cola Foundation.

Per Stefano il playground è soprattutto un'opportunità di confronto e di condivisione: un luogo dove incontrare persone di cultura e di provenienza diversissime tra loro, ma che finalmente hanno un territorio comune dove trovarsi e - per esempio, giocando a basket - imparare a capirsi. Il giorno delle riprese, insieme a Stefano conosciamo anche altri due ragazzi arrivati sul posto con il camper di ParkMi, addetti all’organizzazione delle attività quotidiane. Difficile non notare che oltre al progetto, i tre sono accomunati dalla propensione a sorridere spesso. Si vede che amano quello che fanno, come si vede che ne sentono l'importanza, il valore e la necessità.

ph. Alessio Jacona

Due storie diverse, distanti eppure vicinissime, raccontate dai protagonisti con la stessa emozione, trasmettendo la stessa urgenza di migliorare la realtà che ci circonda. Storie di presenza sul territorio, di presidio, di inclusione, rese possibili dall’impegno di tutti, oltre che dal sostegno di The Coca-Cola Foundation.

 

Luca Sartoni
ph. Luca Sartoni
 Alessio Jacona, giornalista, si occupa di tecnologia, innovazione e nuovi media. Come freelance collabora con Wired, La Repubblica, l’Espresso, Nòva24 (Il Sole 24 Ore). Tra novembre 2012 e febbraio 2013 è stato inviato sul tema Invenzioni e nuove tecnologie per la trasmissione E Se Domani, in onda su RaiTre. Nel 2015 ha condotto Lifeapp, trasmissione televisiva dedicata al mondo dei device mobili e delle applicazioni in onda su La3.