Lo stabilimento di imbottigliamento della Coca-Cola al 209 di Main Street a Cedartown in Georgia aveva visto di sicuro giorni migliori.

Decenni prima i residenti della cittadina erano soliti sbirciare nelle finestre della facciata anteriore e osservare il passaggio sul nastro trasportatore delle bottiglie. Scambiavano due chiacchiere con l’imbottigliatore locale e acquistavano una Coca-Cola ghiacciata appena uscita dalla linea di produzione. Poi, però, negli anni Settanta l’edificio è stato venduto e per qualche tempo ha ospitato un’azienda di legname, per rimanere infine vuoto e sfitto. Poco alla volta l’edificio è arrivato a un tal punto di decadimento che il comune aveva preso in considerazione l’idea di abbatterlo. Dopo essere scampato per un soffio alla triste opera demolitrice di una ruspa, l’edificio invece riapre i battenti quest’anno per la prima volta in 40 anni, facendo un occhiolino al suo passato.

Restaurato e rinnovato, questo edificio è diventato infatti sede del Cedartown Museum of Coca-Cola Memorabilia, il museo dei cimeli storici della Coca-Cola.

Una foto dell’edificio al numero 209 di Main Street prima che avessero inizio i lavori di ristrutturazione…

Lo spirito del passato

Non era ancora nato quando lo stabilimento per l’imbottigliamento era la principale attrazione di Main Street, e ciò nonostante il diciannovenne Daniel Morris ha intrapreso la complessa missione di fargli riaprire i battenti. Appassionato di storia, il giovane apprezza il passato di Cedartown, al quale l’edificio e The Coca-Cola Company hanno dato un grande contribuito.

Daniel Morris ha iniziato a collezionare cimeli e a nutrire un interesse particolare per i prodotti pubblicitari della Coca-Cola già in terza media. Nelle insegne e nei manufatti vintage che riportano il marchio Coca-Cola ha visto qualcosa di valido ancora oggi e molte storie senza tempo da riportare in vita. Ha iniziato a frequentare sempre più spesso le fiere dei collezionisti di cimeli della Coca-Cola e gli antiquari, spingendosi fino in Arizona a ovest e nell’Indiana a nord. Alla fine, la sua collezione di cimeli della Coca-Cola, in costante espansione e senza uguali, è diventata talmente ricca da aver bisogno di un edificio tutto per sé.

Daniel Morris accoglie e saluta gli ospiti di un evento pre-inaugurazione del Museo di Cedartown dei cimeli della Coca-Cola.

Più che un semplice magazzino, l’edificio in Main Street è di importanza fondamentale per raccontare le storie evocate dalla collezione di Morris. Risistemando gli spazi interni ed esponendo i cimeli della Coca-Cola, il giovane ha dato un grosso contributo per ridare vita allo storico edificio e restituire a Cedartown –  ubicata a circa 96 chilometri a est dal quartiere generale dell’azienda ad Atlanta – il ricordo della presenza dello stabilimento di imbottigliamento della Coca-Cola, oltre a diventare un argomento di studio nella storia americana.

“La gente ricorda di aver visto in vetrina nelle cittadine di tutta l’America l’imbottigliatore locale di Coca-Cola all’opera” ha raccontato Morris durante un evento in anteprima al museo. “Ogni cittadina ne aveva uno e ogni stabilimento era uguale all’altro. La gente si sentiva molto coinvolta”.

I cimeli raccontano ben altro oltre la semplice storia dei prodotti Coca-Cola: offrono la possibilità di contestualizzare la vita di tutti i giorni e i valori nei quali credono consumatori e fan, mentre le pubblicità e gli stabilimenti della Coca-Cola riflettono il clima sociale che si respirava all’epoca.

Morris crede che compito di un collezionista sia condividere queste informazioni con tutti: dice che il collezionismo non consiste semplicemente nel raccogliere quanti più cimeli possibile e conservarli in casa propria, ma valutare e preservare la storia che ciascuno di essi incarna e racconta così che tutti possano studiarla e apprendere da essa.

L’impianto di imbottigliamento restaurato a Cedartown è la sede ideale per mettere in mostra una storia di questo tipo. “Voglio che la gente ammiri ciò che compro. Questo edificio è stato per me l’occasione per capire che se intendo continuare a collezionare cimeli della Coca-Cola per il resto della mia vita devo avere a disposizione un luogo nel quale esporli. E che c’è di meglio di questo edificio, che già di suo racconta la ricca storia della Coca-Cola?” dice Morris.

209 Main Street

In retrospettiva, Morris ammette che per lui sarebbe stato molto più semplice scegliere un fabbricato diverso che richiedesse meno lavori di ristrutturazione, ma precisa che la sua decisione è stata giustificata dalla duplice storia del fabbricato, a uno stesso tempo impianto di imbottigliamento della Coca-Cola e presenza importante in Main Street: “A noi tutti sta molto a cuore quel passato. Questo edificio era speciale perché ha fatto la storia… C’è mancato poco che non sopravvivesse, ma così non è stato”.

George Mundy, che ha cercato di tutelare l’edificio storico e ha sostenuto l’acquisto dell’immobile da parte della famiglia Morris, ricorda le misere condizioni nelle quali versava l’ex impianto: “Mi sono reso conto che fuori nevicava, il giorno in cui lo stabilimento chiuse i battenti. Poi, ispezionando gli interni, ho capito che ha nevicato anche dentro…”.

Morris, che non disdegna il lavoro fisico, ha avuto un ruolo determinante nel progetto. Riferendosi al tetto crollato, allo scarso isolamento termico e alla facciata decadente del fabbricato, ha detto: “Ci sono pochissimi ambiti dell’edilizia ai quali non abbiamo messo mano per questa ristrutturazione”.

I lavori costituiscono il più ingente investimento privato che sia mai stato fatto da anni in Main Street. Ristrutturando questo sito storico, Morris crede di aver dato un grande impulso alla valorizzazione dell’intero centro storico di Cedartown che, a sua volta, è di importanza determinante per la vita della piccola città.  “Le cittadine come questa, con le loro vie storiche principali, sono in forte sofferenza in tutta l’America” dice. “Ma rimettendo a nuovo questo intero isolato, daremo un contributo per la tutela di una parte della nostra Main Street”.

Mundy aggiunge che “se una cittadina come questa aveva un impianto di imbottigliamento della Coca-Cola, significa che contava qualcosa”.

L’inaugurazione

Per Morris è gratificante poter condividere la sua collezione con una comunità entusiasta. “Molto probabilmente sono stati centinaia i concittadini che mi hanno avvicinato per confidarmi che rammentano molto bene che quando lo stabilimento era aperto sbirciavano dalle vetrine il processo di imbottigliamento della Coca-Cola ha detto. “Aprendo questo museo, non soltanto riusciamo a tener vivi i ricordi degli abitanti di Cedartown, ma anche a preservare una parte della storia americana che sembrava facile dimenticare col passare degli anni, ma che invece significa ancora molto per generazioni di appassionati amanti della Coca-Cola ha aggiunto.


 

Hannah Nemer è stagista presso The Coca-Cola Company.