Dal 29 giugno al 4 luglio, a Expo Milano 2015 si tiene la Women’s Week, una straordinaria officina di condivisione di idee di donne provenienti da diverse parti del mondo per discutere dei temi cruciali dell'Expo e di quale apporto le donne possono dare allo sviluppo sostenibile del pianeta. Per l’occasione, ogni giorno vi racconteremo la storia di una di queste donne.

Mariacristina Gribaudi, imprenditrice, maratoneta e madre di sei figli. Da sempre impegnata in iniziative imprenditoriali, ha maturato numerose esperienze sia commerciali che industriali. Attualmente è amministratrice unica di Keyline, azienda con sede a Conegliano in provincia di Treviso, leader nella tecnologia transponder e nella progettazione e produzione di chiavi e macchine duplicatrici meccaniche ed elettroniche. È punto di riferimento quotidiano dell’attività aziendale, coordina tutte le attività produttive, finanziarie e amministrative finalizzate allo sviluppo aziendale. 

Gribaudi è alla guida di un’impresa a conduzione familiare tra le più antiche d’Italia, essendo sorta nel 1770 in un paesino tra le Dolomiti. Da officina di fabbri ad azienda metalmeccanica, Keyline rappresenta la quintessenza di un’italianità imprenditoriale che si tramanda da otto generazioni le quali, una dopo l’altra, si sono arricchite negli anni di conoscenze e creatività ponendo radici profonde nel territorio locale. Grazie alla sua guida, è stata tra le prime aziende ad ottenere la certificazione audit famiglia e lavoro del Veneto. Il suo è un esempio di energia e ottimismo imprenditoriale al femminile per le future generazioni. 

La scelta, condivisa con mio marito Massimo Bianchi, di alternarci alla guida dell’azienda è figlia della nostra cultura organizzativa. Il fatto di dividerci ogni tre anni tra chi dirige l’azienda e chi si dedica a fare formazione professionale, visitare le filiali e i clienti presenti in tutto il mondo, è stato per noi un modo per metterci in discussione e fare circolare idee e stimoli nuovi. La trasversalità, sperimentata in prima persona dall’imprenditore, è diventata la ‘chiave’ vincente, perché permette di avere una visione completa dell’azienda per la quale si lavora. In tale contesto abbiamo compreso l’importanza di porre grande attenzione alle dinamiche del rapporto tra famiglia e lavoro e definire i principi e i valori cardine su cui si basa il nostro lavoro quotidiano. Per questo abbiamo creato un codice etico, che è stato condiviso con le nostre filiali nel mondo adattandolo alle rispettive culture, e continuiamo a puntare sulle donne – oggi al 38% dell’organico aziendale – e sui giovani. Il nostro obiettivo è far emergere il talento vero, quello che in un team di lavoro è in grado di confermarci ogni giorno tra la prime aziende al mondo nel nostro settore. È stato anche grazie a questa scelta che lo spirito di appartenenza al key business ( “il mestiere delle chiavi”) è diventato così forte nella nostra azienda da diventare un asset invisibile che cresce giorno dopo giorno”.

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